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Corrals, grande successo per Oliena e Orgosolo

Corrals, grande successo per Oliena e Orgosolo

Tre giorni di festa ad Alghero con le tradizioni e i prodotti tipici della Barbagia La soddisfazione dei sindaci: «Progetto che celebra la bellezza della Sardegna»

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OLIENA. Alghero festeggia il successo de “Le Corrals”. Un quarter gremito ha accolto la prima edizione dell’iniziativa, organizzata dalla fondazione META e dal presidio turistico “Galaveras”, nell’ambito del tradizionale “Cap d’any”, giunto quest’anno alla 20esima ricorrenza. L’iniziativa, che si è svolta lo scorso fine settimana, è stata inaugurata da una madrina d’eccezione, la decana della ricettività Pasqua Salis Palimodde. «Quello costruito con le amministrazioni di Oliena e Orgosolo è un progetto che guarda verso l’interno dell’isola – ha detto il sindaco di Alghero Mario Bruno – La nostra realtà si apre alla Barbagia, costruendo una stupenda sinergia, che parla di cultura, di turismo, di sviluppo, di tradizione e folklore». Un’alleanza descritta dai prodotti tipici giunti direttamente dall’entroterra isolano. Da Oliena le apprezzate etichette prodotte dalla cantina sociale, che ha presentato al pubblico la nuova creazione, lo spumantino “Ororosa”. E poi i prelibati formaggi della cooperativa “Rinascita”, le mille varietà di dolci tipici, riuniti sotto il marchio dell’azienda “Anna P.”, il delicato olio biologico “Jumpadu”, il pane carasau “Tundu”, le mandorle a chilometri zero e gli amari, selezionati dal neonato marchio “Hivu”, gli straordinari caprini “Mannalita” arricchiti da spezie, la gettonatissima birra “Nora”, i prelibati salumi e i rinomati vini confezionati dai F.lli Puddu e, infine, le realizzazioni in pelle del maestro di calzoleria artigiana Franco Corrias, reso celebre per aver firmato i cusinzos donati a Papa Francesco dall’allora presidente della Regione Ugo Cappellacci, in occasione della sua visita in Sardegna. A rappresentare Orgosolo, invece, gli eccezionali pecorini di Francesco Podda, il carasau “Galanu”, i liquori “CaRu” e l’olio, il miele e i formaggi di Giovanni Podda. Il suggestivo angolo del centro storico, teatro della kermesse, è stato letteralmente preso d’assalto. Grande riscontro hanno ottenuto il rito della vestizione del costume della festa, i balli e i canti tradizionali, con i gruppi Battos Moros e Antonia Mesina e i tenores Ulianesu e Supramonte. Momenti trasmessi in diretta, presentati dal giornalista Ottavio Nieddu. Altrettanto plauso è stato riservato all’arte del baco da seta, tipicamente orgolese, illustrato da Maria Corda, ai ricami delle maestre dell’ago e del filo Tonina Corbeddu, Gianfranca Cacceddu, Pasquina Salis e Franca Palimodde. Non si possono certo dimenticare, infine, le splendide esposizioni, che raccontano di preziosi e spettacolari gioielli intagliati nella pasta di mandorle, cesellati finemente dalle abili mani di Anna Gardu e di volti leggendari, scolpiti nella malta, le “Caras”, il mito e i racconti antichi, plasmati da Roberto Serri.

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