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Nuoro

Cacciatori di Pratobello: un incontro alla Regione

Orgosolo, successo dello sciopero: per due giornate niente battute al cinghiale Contestata la bozza del calendario che concentra l’attività sui giovedì del mese

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ORGOSOLO. I cacciatori della protesta di Pratobello, da due settimane in sciopero dalla caccia al cinghiale, senza sparare un colpo hanno fatto centro: sono stati infatti convocati a Cagliari per un incontro chiarificatore dal quale sperano di portare buone notizie e far rientrare il malcontento che si è diffuso tra le doppiette. L’incontro si terrà oggi e c’è soddisfazione da parte di Nicola Sanna, presidente dell’autogestita Fundales di Orgosolo che aveva organizzato la clamorosa protesta dei mille nella piana di Pratobello due domeniche fa. Una delegazione di cacciatori dei centri colpiti dalla peste suina africana incontreranno Demartini che aveva proposto e approvato il calendario e le nuove regole contestatissime da tutti i cacciatori. «Siamo contenti della possibilità di dialogo – ha detto Sanna – porteremo all’attenzione i malumori manifestati dai cacciatori in questo periodo. Faremo le dovute osservazioni al provvedimento imposto e faremo proposte valide e condivise».

«Speriamo ci ascoltino e valutino le nostre richieste – aggiunge Pietrino Cossu, uno dei capo caccia delle compagnie di Orgosolo – altrimenti siamo disposti a continuare la nostra protesta e abbandonare definitivamente l’ipotesi di andare a caccia al cinghiale». I cacciatori del Nuorese e dell’Ogliastra contestano la bozza del calendario venatorio approvata dal comitato faunistico regionale. La parte più contestata riguarda l'apertura della caccia al cinghiale nella giornata del giovedì nel trimestre novembre, dicembre e gennaio, con il conseguente aumento di 12-13 giornate venatorie rispetto alle annate precedenti. Di qui la protesta di Pratobello di due domeniche fa. All'incontro avevano partecipato delegazioni provenienti da tutta la Sardegna, presenti anche alcuni sindaci. In apertura di assemblea, Nicola Sanna, aveva condannato l'assenza delle altre associazioni venatorie.

Il presidente del Cpa, Marco Efisio Pisanu, componente del comitato regionale faunistico, aveva messo in evidenza quelle che a suo dire sono le grosse pecche organizzative della Regione, in merito all’attuazione del provvedimento sull’eradicazione della pesta suina, denunciando la mancata comunicazione tra la direzione generale del corpo forestale di vigilanza ambientale e le stazioni sparse sul territorio. Secondo i cacciatori non è concepibile che tutti gli anni si paghino le concessioni per un calendario che poi viene sistematicamente modificato. Detto fatto, due giornate di astensione dalla caccia forse sono servite a qualcosa.

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