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Nuoro

Dorgali, agnelli premiati con il marchio di qualità

di Nino Muggianu
Dorgali, agnelli premiati con il marchio di qualità

La cooperativa pastori ora fa parte del consorzio Igp che tutela gli ovini sardi I consumatori avranno la certezza di acquistare carni locali, lavorate nell’isola

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DORGALI. Lunedì prossimo dalla cooperativa pastori parte l’ultimo carico di agnelli che arricchirà le tavole di molti italiani in queste festività. Un prodotto molto ricercato, l’agnello sardo, quello vero, allevato nell’isola. Un prodotto di prima qualità che spesso è stato sostituito con altri. Questo perché non c’era un organo di controllo che verificasse la provenienza e soprattutto la qualità delle carni, ma adesso pare che questo non sia più possibile e chi andrà ad acquistare un agnello sardo avrà la certezza di mangiare le carni isolane. «Tutta la nostra cooperativa, salvo qualche eccezione, è entrata a far parte del consorzio Igp per la tutela dell’agnello sardo – dice Leonardo Salis presidente della cooperativa dorgalese – Prima solo qualcuno dei nostri ne faceva parte ,adesso siamo quasi il 90 per cento. Ora c’è un organismo di controllo che farà il suo lavoro per verificare la tracciabilità dell’agnello che sia di razza sarda e nato in Sardegna. Adesso c’è un disciplinare preciso che tra l’altro divide gli agnelli, tra pesanti 8-12 chili e leggeri 5- 6 chili.” Una tutela che i pastori aspettavano da anni. Come da tradizione il periodo natalizio, per i pastori barbaricini, è uno dei pochi periodi in cui si ha la possibilità di fare cassa dopo un anno di sacrifici e spese. Alla fine saranno circa 10 mila gli agnelli che annualmente partono dalla cooperativa pastori di Dorgali alla volta della penisola. Un giro d’affari considerevole anche se quest’anno il prezzo che è stato spuntato con la ditta che si occupa della macellazione e della distribuzione alle grandi catene non è stato dei migliori. Prezzo che viene definito anche dalla contaminazione che arriva dalle carni in arrivo dall’estero, innanzitutto Grecia e Spagna. La provenienza degli agnelli non veniva individuata e spesso passavano per sardi agnelli che non lo erano. La Cooperativa adesso ha dalla sua il marchio Igp . Ha ricevuto l’attesa autorizzazione per l’utilizzo del marchio. «Il marchio Igp dà una forte spinta al mercato degli agnelli sardi. Ora c’è una maggiore consapevolezza da parte di tutte le cooperative e speriamo che presto si possa arrivare ad unire tutti i produttori sardi creando così un mercato unico – continua Salis –. Sarebbe un’ottima possibilità per spuntare il prezzo più adeguato». Un prezzo che poteva essere ancor più interessante se la macellazione potesse essere fatta dalla stessa cooperativa. Un argomento quasi tabù in provincia di Nuoro visto che quasi tutti i mattatoi sono stati chiusi. Quando la macellazione avveniva in loco c’era la possibilità anche del commercio delle pelli che adesso invece hanno perso valore e si poteva trattenere il caglio da utilizzare nella prima fase di preparazione del formaggio.

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