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Il Nursind: «Non firmiamo gli aumenti solo per pochi»

Il Nursind: «Non firmiamo gli aumenti solo per pochi»

Il sindacato degli infermieri spiega perché non ha condiviso la pre-intesa «Non si può gioire per un accordo che taglia fuori dai benefici tanti dipendenti»

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NUORO. «Dopo sei anni di blocco contrattuale, dichiarato illegittimo dalla sentenza della Corte Costituzionale numero 178/2015, non è possibile gioire per aver firmato una pre-intesa che lascia fuori dai benefici economici un alta percentuale di dipendenti del comparto dell’Asl di Nuoro». Se, nei giorni scorsi, qualche sindacato aveva gioito per lo sblocco degli aumenti salariali all’Asl, adesso, a stretto giro di posta, arriva anche la presa di posizione di chi, invece, è tutt’altro che contento per la novità dell’ulti’ora, e in un comunicato spiega anche perché. Si tratta del Nursind, il sindacato degli infermieri più rappresentativo all’interno dell’Asl nuorese. Il sindacato, lo precisa sin dall’inizio, vuole «fare un po’ di chiarezza sul cammino della trattativa e sui contenuti dell'accordo di pre-intesa firmato il 23 dicembre dalle organizzazioni sindacali Cgil, Cisl, Uil, Nursing-up e Rsu, e non firmato dal Nursind. «C'è poco da festeggiare – spiegano i vertici provinciali del sindacato – anzi ci si dovrebbe domandare il perché di tanta gioia ed entusiasmo visto che vengono lasciati fuori dal diritto di un misero aumento salariale, che va dai 40 ai 60 euro mensili, circa 300 dipendenti, non crediamo sia giustificabile». Il NurSind spiega ancora i motivi per i quali non ha firmato la pre-intesa. Il Nursind precisa di non aver sottoscritto la pre-intesa «perché ritiene che dopo sei anni di blocco contrattuale illegittimo sia dovere aziendale permettere a tutti di vedersi riconosciuto un minimo beneficio economico e si batterà fino alla fine per riconoscere il diritto della fascia economica a tutti i dipendenti, considerato che i fondi necessari a tele beneficio ci sono. I soldi ci sono e sono risorse che appartengono ai dipendenti e l'Asl li deve mettere a disposizione di tutti e non nasconderli per favorire benefici personali e privilegi personali. Il Nursind è stato unico sindacato ad aver contribuito in modo serio e responsabile a evidenziare, segnalare e quindi reperire i fondi necessari per il passaggio di fascia».

Ma non basta. Il sindacato degli infermieri ricorda anche «che 250 mila euro su 750 messi a disposizione per le fasce economiche provengono da fondi contrattuali recuperati dal NurSind, dall’articolo 40, ossia indennità infermieristica, che sono soldi mai contabilizzati dall'azienda e che il NurSind con varie diffide è riuscito a recuperare mentre i restanti 500 mila euro sono fondi residui contrattuali degli anni precedenti e non si vede traccia di fondi recuperati dalle organizzazioni sindacali che hanno firmato senza documentarsi questa pessima pre-intesa».

«Anzi – aggiunge il Nursind – ci stupisce il fatto che un sindacato che si definisce “infermieristico” come il Nursing-up firmi una pre-intesa che distribuisce i fondi contrattuali maturati negli anni dal personale infermieristico pari a 250 mila euro da noi recuperati a pioggia per tutti i dipendenti siano essi amministrativi, tecnici o infermieri. Ripetiamo con forza, che i fondi ci sono e noi ci battereme fino alla fine per recuperare i restanti 300 mila euro necessari per garantire la fascia economica a tutti i dipendenti, faremo ulteriori proposte e ci batteremo per il taglio degli sprechi: basta straordinari programmati; basta esubero reperibilità; basta pagamento indennità di funzione non neccessarie. Ci rivolgiamo al commissario straordinario, dottor Palermo. Per i prossimi incontri riteniamo la sua presenza imprescindibile».

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