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Nuoro

il caso

Nel Nuorese un’incidenza altissima della malattia

NUORO. Nel territorio della Asl nuorese, la Sla (la Sindrome laterale amiotrofica) ha percentuali di incidenza tra le più alte dell’isola. Trenta i malati certificati, ma si ritiene che vi siano...

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NUORO. Nel territorio della Asl nuorese, la Sla (la Sindrome laterale amiotrofica) ha percentuali di incidenza tra le più alte dell’isola. Trenta i malati certificati, ma si ritiene che vi siano anche casi non dichiarati. Alla base della malattia, mutazioni genetiche e cause legate all’inquinamento. Colpiti i moto-neuroni, incapaci di fornire gli stimoli elettrici ai muscoli. Farmaci e ginnastica per rallentare i danni fisici. La riposta risolutiva è invece affidata per intero alla ricerca. Per il momento come imperativo quello di alleviare sofferenze ai malati e alle famiglie.

L’Aisla dal 2007 ricorda quest’impegno. La coordinatrice nuorese, Rosa Puligheddu: «È una malattia difficile da gestire. Chiediamo alle Asl una maggiore attenzione e risposte puntali alle necessità. I Comuni, da parte loro, dovrebbero essere più solleciti nel trasferire i fondi della Regione». Appunti per la dirigenza sanitaria, a cominciare da quella di Nuoro. I malati di Sla sono passati alcuni anni fa dall’assistenza della Rianimazione dell’ospedale a quella della medicina territoriale. A sentire i familiari degli ammalati il trasferimento ha portato più svantaggi che passi in avanti. Lo spiega la signora Maria Pirisi, di Sarule, sorella di una paziente: «Si stava meglio prima, non c’è dubbio. Il medico della rianimazione veniva due volte al mese, mentre oggi appena una volta. Gli infermieri erano quelli del reparto della rianimazione, formati proprio per curare queste forme. Le forniture di apparecchiature e materiali tramite i service non sono adeguate e costano oltremisura alle casse pubbliche».

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