Il teatro Costantino chiude i battenti
Consegnate le licenze: un colpo mortale alla cultura della cittadina causato dalle tasse comunali troppo elevate
MACOMER. Con la chiusura definitiva del cineteatro Costantino scompare un altro pezzo della storia di Macomer. A malincuore i proprietari della bella struttura hanno dovuto consegnare in Comune le varie licenze, decretando così la fine di un presidio culturale di grandissima importanza non solo per la città ma per tutto il centro Sardegna.
Le pesanti tasse comunali hanno costretto Mariano e Aluise Barria, professionisti che non vivono dalle entrate del cineteatro, a gettare la spugna dopo che per diversi anni hanno tenuto aperta la struttura con grandi sacrifici, quasi come una missione sociale e non economica e imprenditoriale. Sarà anche la crisi generale delle sale cinematografiche, ma quello che in modo particolare ha fatto prendere questa decisione alla proprietà sono le imposte come Imu, Tasi e Tari che sfioravano annualmente i quindicimila euro. Per cercare di salvare il cineteatro si è recentemente costituito un sodalizio – "Il Costantino" – composto da vari componenti di associazioni culturali del territorio che hanno organizzato diverse manifestazioni per tenere in vita la struttura, come la recente "Macumere Art Festival" di teatro sardo e altre rassegne: ma si sono dovuti rassegnare anche loro e sono ormai in via di scioglimento.
Recentemente ci sono stati diversi contatti tra la proprietà e associazioni e compagnie teatrali per la vendita dell'intera struttura, ma senza alcun esito positivo. Anche il consigliere regionale di Borore, Daniela Forma, si è interessata per trovare una soluzione che però non ha trovato sbocco per ottenere dei finanziamenti regionali per l'acquisizione del cineteatro da parte di associazioni culturali. Sono state diverse le mobilitazioni di semplici cittadini e associazioni locali per evitare la chiusura della struttura e l'intervento di artisti macomeresi – come Geppi Cucciari e la cantante Filomena Campus e attori durante la precedente stagione teatrale – e i diversi contatti tra la proprietà e le diverse forze politiche locali. Per molti cittadini è mancata la volontà politica degli amministratori locali per salvare Il Costantino. A Firenze l'amministrazione comunale ha da poco azzerato l'Imu per teatri e cinema, investendo in cultura e garantendo l'apertura di ben nove strutture storiche, nonostante i pesanti tagli dei finanziamenti statali. La nuova stagione di prosa al Teatro Costantino della Cedac appena iniziata con la prima rappresentazione ora dovrà trovare altre soluzioni, anche se sembra difficile trovarle in quanto non esistono nel territorio strutture adeguate per ospitare spettacoli teatrali. Si parla di un possibile utilizzo del padiglione Filigosa o di quello Tamuli delle ex Caserme Mura, che però avrebbero necessità di un importante intervento di adeguamento per ospitare una stagione di prosa, soprattutto per il palcoscenico, con realtivo sipario e supporto luci e naturalmente dei camerini per gli attori. Si tratterebbe di una soluzione temporanea per portare a termine la stagione di prosa, in quanto dopo oltre trenta anni la città, una delle tappe più importanti nell’isola, non farà più parte del circuito regionale.
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