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“S’arina capute”: la tradizione che anima le strade del borgo

di Paquito Farina
“S’arina capute”: la tradizione che anima le strade del borgo

BITTI. «Arina caputò, patatasa e vasò, a intro ’e s’istacca vasolu kin patata». La caratteristica filastrocca bittese domani risuonerà dalle prime luci dell'alba in strade e viottoli, ricordando solo...

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BITTI. «Arina caputò, patatasa e vasò, a intro ’e s’istacca vasolu kin patata». La caratteristica filastrocca bittese domani risuonerà dalle prime luci dell'alba in strade e viottoli, ricordando solo per un attimo anche agli adulti gli spensierati giorni della fanciullezza. Quella de “S’arina capute” è una tradizione alla quale il paese di Bitti non rinuncia. In molti paesi ormai è stata quasi fagocitata dai riti di Halloween, ma nel centro barbaricino è rimasta ferma all'ultimo giorno dell'anno, e anzi ne costituisce uno dei riti più significativi. Prosegue intanto per il paese l’antichissimo rito de “Su Nenneddu”, il Gesù Bambino, che dal 27 dicembre e sino all’Epifania visita i rioni e i presepi del paese. Per Bitti è un'antico rito religioso natalizio e rappresenta l'entrata di Gesù appena nato nelle case del centro abitato. Secondo la tradizione, risalente a circa quattro secoli fa, pare derivi da una secolare celebrazione ancora in uso in alcuni villaggi spagnoli e nasce a completamento del presepio, che dopo essere stato allestito viene aperto al pubblico per le notti de “Paska e Natale”.

Il Bambinello, un simulacro con un vestitino in broccato di tipica foggia barocca, è una statuina in legno risalente al diciassettesimo secolo. Somiglia a certi bambin Gesù dipinti da artisti anch’essi di epoca barocca, ed in particolare alle opere del grande pittore di Siviglia, Bartolomé Esteban Murillo. Quest’anno Su Nenneddu visiterà i numerosi presepi all'aperto allestiti in quasi tutti i rioni del paese. Un'altro imperdibile appuntamento del fine anno bittese sono Sas Bulustrinas, termine derivato probabilmente da “volo delle strenne”. Il 31 dicembre, all'uscita del “Te Deum” la folla si accalca a ridosso della casa parrocchiale da dove, sporgendosi dalla finestra più alta, il parroco don Mario Mula, come messaggio benaugurante per l’anno nuovo, lancia monetine e caramelle alla cittadinanza bittese. Un augurio per il nuovo anno.

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