La Nuova Sardegna

Nuoro

I piatti dello chef da Oliena a Urbino

di Mattia Sanna
I piatti dello chef da Oliena a Urbino

Il biologo Federico Lai utilizza piante, semi e radici del Supramonte nelle ricette

3 MINUTI DI LETTURA





OLIENA. Storia di un giovane chef, che ha nel cuore la sua terra. In tasca una laurea in Scienze della nutrizione, ventiquattro anni appena, Federico Lai studia e lavora a Urbino, dove attraverso la formazione universitaria, è iscritto alla Facoltà di Biologia, sta coltivando e valorizzando il personale e spiccato interesse rivolto all’ambiente naturale, allo smisurato e straordinario potenziale, fatto di piante, semi, radici ed endemismi, racchiuso al suo interno. Che riporta nelle sue ricette, che i clienti del ristorante “la Vecchia Urbino” apprezzano, tanto da averlo fatto diventare punto di riferimento della cucina nelle Marche. Una passione per la cucina collegata alle numerose escursioni in montagna in compagnia del nonno. E la specie prescelta veniva indicata dall’anziano e poi catalogata pazientemente con caratteristiche e possibili utilizzi e impieghi anche in cucina. Raccontata e illustrata, richiamando la musicale denominazione in lingua sarda. Nomi che oggi hanno assunto la variante scientifica, ma non hanno perso il loro fascino. Quel grande trasporto e coinvolgimento, che Federico riesce a trasmettere descrivendo e corredando con vera maestria ciascuno dei numerosi esemplari conosciuti e trasferendoli nei suoi piatti. Il Supramonte e i suoi sentieri rocciosi sono il suo regno. Dove si aggira sicuro alla ricerca di quel particolare ingrediente da utilizzare nelle sue ricette.

E così quando rientra a Oliena ha già in serbo la creazione di un’altra originale prelibatezza da proporre ai suoi clienti. Una vera e propria esaltazione dei sensi, tra profumi, combinazioni di gusto e accostamenti, che trasmettono un perfetto equilibrio di percezioni.

Piatti e leccornie, che esaltano materie prime ed eccellenze di una regione ricca e generosa, reinterpretate e mescolate con l’abilità di un alchimista per ricreare la giusta concordanza chimica. In programma, tra gli obiettivi inseriti nel futuro prossimo di Federico, c’è persino una pubblicazione, chiamata a scandagliare nel profondo, aspetti, valori e potenzialità celati nelle piante. Nella strenua e determinata investigazione, alla scoperta dell’elisir di lunga vita, nascosto fra piante ed erbe spontanee, che ha consentito agli abitanti di quella che è stata definita la “Blue Zone”, (in particolare, i centri di montagna dell’Ogliastra, della Barbagia di Seulo e di Ollolai), di godere di un’esistenza notevolmente longeva, toccando percentuali elevatissime di centenari, fra le più alte al mondo.

Un dato, che dovrà essere tradotto, scomposto e interpretato, andando ad indagare a fondo tra i messaggi criptati di una gastronomia tradizionale, la quale ha fatto la fortuna di questi paesi. A Federico non si può che augurare di essere l’autore privilegiato di quelle risposte attese e invocate da molti, protagonista di analisi e risultati in grado di svelare le radici più intime e profonde della sua terra, per molti versi difficile e complessa, ma alla quale il giovane chef olianese ha dimostrato di tenere più di tutto.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative