Ottana, la denuncia dei sindacati: «Industria a rischio»
OTTANA. Di fronte alla crisi che coinvolge Ottana Energia e Ottana Polimeri, cioè le due realtà più importanti del sito industriale, occorre verificare la possibilità di fare ripartire la produzione...
OTTANA. Di fronte alla crisi che coinvolge Ottana Energia e Ottana Polimeri, cioè le due realtà più importanti del sito industriale, occorre verificare la possibilità di fare ripartire la produzione del Pet e, allo stesso tempo, riattivare al più presto, tramite un intervento del presidente Pigliaru, il tavolo con il governo per affrontare la vertenza complessiva che riguarda la filiera chimica e la produzione energetica. Sono queste le linee contenute in un documento unitario firmato dai sindacati nuoresi di Cgil, Cisl e Uil, dai sindaci del territorio e dai lavoratori del settore industria del centro Sardegna all’indomani della fermata della centrale elettrica di Ottana che mette a rischio il futuro complessivo del sito. «Il sito di Ottana – denunciano i sindaci e i sindacati – rischia di scomparire. La graduale deindustrializzazione del territorio, aggravatasi con il disimpegno dello Stato e il conseguente “spezzatino” degli impianti, ha portato a una riduzione dei posti di lavoro da circa 3mila e 500 addetti del momento culminante, ai circa 200 di oggi».
Secondo i sindacati, il declino dell’area industriale è dovuto sostanzialmente a quattro fattori: la mancanza di investimenti nelle infrastrutture; lo stato di abbandono del sito; il ruolo limitato del Consorzio industriale e le politiche regionali e nazionali che hanno sottovalutato la presenza industriale. Un disastro aggravato anche dal fallimento del settore tessile.
«In questo comparto – sottolineano Cgil, Cisl e Uil – sono stati soppressi mille e 500 posti di lavoro. La situazioni è ancora più grave dal punto di vista sociale a causa della fine degli ammortizzatori sociali». Dal primo gennaio, infatti, oltre mille lavoratori non potranno più usufruire della mobilità. «Tutto questo – si sottolinea nella nota – ci induce a reagire e ad attivare un percorso di mobilitazione a sostegno dello sviluppo». Questi gli obiettivi della piattaforma sindacale per la zona industriale: il rilancio della filiera chimica del Pet; continuità del polo energetico di Ottana in prospettiva dell’arrivo del gas metano; abbattimento dei costi di trasporto e valorizzazione del Consorzio industriale provinciale per la promozione di nuove attività imprenditoriali. «Per raggiungere questi obiettivi – concludono Cgil, Cisl e Uil – è necessario un focus specifico per le zone interne al tavolo del governo nazionale». (f.s.)
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