Il turismo rurale ora è a portata di clic
Il Comune di Nuoro capofila di un progetto con fondi europei che mette in rete le bellezze da visitare in sei comuni
NUORO. «Le strade del turismo rurale con un clic» è il nome di un progetto turistico volto alla conoscenza del territorio che vede il Comune di Nuoro capofila di una cordata di sei amministrazioni della provincia: ne fanno parte infatti anche i comuni di Oliena, Dorgali, Fonni, Siniscola e Macomer. Inserito nel piano di sviluppo rurale 2007-2013 con fondi europei (misura 313, incentivazione di attività turistiche), il progetto ha appena ottenuto un finanziamento di 364mila euro.
"Le strade del turismo rurale con un clic" ha come obiettivo principale la valorizzazione degli itinerari e dei percorsi di maggiore pregio, sui temi delle tradizioni locali e della cultura popolare, del patrimonio archeologico, delle produzioni agroalimentari ed enogastronomiche, insieme con la fruizione di percorsi naturalistici e paesaggistici. Tutti questi elementi confluiranno e saranno fruibili in un portale in quattro lingue (oltre all’italiano, inglese, tedesco e francese).
Nuove tecnologie. Nella presentazione del progetto il coordinatore Salvatore Boeddu fa notare come ormai sia diventato imprescindibile l’utilizzo della rete internet. Il web, dunque, ma soprattutto l’utilizzo di software e in generale di tecnologie legate all’uso, da una parte sempre crescente di visitatori, di dispositivi portatili, dagli smartphone ai tablet, tali da richiedere una maggiore interazione tra l’utente e il servizio offerto: possibilità immediata di localizzazione, spiegazioni esaurienti e tempestive sul luogo che si sta visitando, mappe facilmente accessibili. Gli itinerari saranno inoltre consultabili in appositi “totem” multimediali installati in ufficio turistici e pro loco.
Alla scoperta della cultura. Ecco a grandi linee gli itinerari proposti per ciascun comune, soffermandoci in particolare su Nuoro, dove le proposte sono quattro. Apre “Salto nel passato”, itinerario a carattere artistico, culturale e antropologico: prevede infatti una visita al museo Man, in particolare alla collezione permanente del Novecento sardo, passando per piazza Satta con le opere di Costantino Nivola; si prosegue con il museo Tribu (attualmente chiuso) con le sculture di Salvatore Ciusa, per proseguire al museo Deleddiano e al museo del Costume appena ristrutturato. Ancora il Museo archeologico e le varie testimonianze nel territorio, dal nuraghe di Tanca Manna alle domus de janas di Maria Frunza. Chiude la visita al borgo rurale di Lollove.
Le antiche chiese. Il secondo itinerario nuorese è “Le chiese raccontano la storia”. Si snoda tra il centro storico, il Monte Ortobene e Lollove, unendo idealmente le chiese cittadine più antiche e quelle campestri. Dalla chiesa cosiddetta delle Grazie Vecchie a Seuna, dunque, alla Cattedrale, sino a Santu Caralu, Santa Croce, Su Serbadore e la chiesetta della Solitudine dove sono custodite le spoglie di Grazia Deledda. Da qui alla chiesa di Nostra Signora del Monte, in cima all’Ortobene, e verso la chiesa campestre di Valverde alle sue pendici.
Il terzo itinerario è prettamente naturalistico e riguarda il Percorso 101 del Cai (Club alpino italiano) nel Monte Ortobene. È il primo sentiero “istituzionalizzato” della montagna cara ai nuoresi e comincia ovviamente dalla chiesetta della Solitudine. Attraversa il versante Nord-Nord Ovest del monte e mette a contatto con le sue peculiarità naturalistiche: i graniti, i boschi di querce, le fonti, i panorami. Si arriva a oltre 900 metri d’altezza dopo circa tre ore e una percorrenza di 3,5 chilometri.
Quarto itinerario nuorese è il Percorso Fai (Fondo ambiente italiano)- Jacu Piu. Anche questo è un sentiero naturalistico senza particolari indici di difficoltà ma più impegnativo del precedente. Si parte dalla fonte storica di Sa Radichina per raggiungere i graniti di Sas Concas e Passivale, con lo sguardo, una volta a Punta ’e Passivale, che dà su Badde Manna e il Monte Corrasi di Oliena. L’itinerario si conclude a Jacu Piu, oggi in gran parte riserva dell’Ente Foreste.
La provincia. Per quanto riguarda gli altri cinque comuni del progetto, a Oliena si visitano la Sorgente carsica di Su Gologone, il sito archeologico Sa Sedda ’e sos Carros, la Grotta Corbeddu e l’insediamento nuragico di Biriai; a Dorgali la proposta “Orizzonti dello spirito” riguarda un sentiero che dall’abitato porta sino ai boschi di Ghivine passando per gli antichi ovili. Ancora, l’itinerario “dei sapori e dei gusti tra mare e montagna”, dalla collina del Carmelo sino a Cala Gonone, sino alla “Rete degli agriturismi”, particolarmente diffusi in tutto il territorio. A Fonni ecco gli itinerari di Gremanu e Madau - Villaggio fantasma di Pratobello, e ancora a Dronnoro, Sorabile e Logomake e in vari siti di pregio del territorio, da Monte Spada alle antiche chiese. A Macomer si visitano Monte Sant’Antonio e il sito nuragico Tamuli, mentre a Siniscola si parte dalla grotta di Gana e Gortoe per proseguire sul Montalbo sino al sito di interesse comunitario di Berchida, con l’omonima spiaggia.
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