Enti locali, Roberto Bornioli: «C’è il rischio di fare altri passi indietro»
L’intervento del presidente della Confindustria della Sardegna centrale
[[atex:gelocal:la-nuova-sardegna:nuoro:cronaca:1.12736410:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.lanuovasardegna.it/nuoro/cronaca/2016/01/07/news/roberto-deriu-combatto-per-una-regione-meno-centralista-1.12736410]] NUORO. Il presidente della Confindustria della Sardegna centrale, Roberto Bornioli, è uno che non si è mai tirato indietro quando ha dovuto sostenere le ragioni delle zone interne. La legge sul riordino degli enti locali non riesce certamente a soddisfarlo e spera che qualcosa succeda, almeno per quanto riguarda il riequilibrio tra il Sud e il resto della Sardegna e in particolare il Nuorese e l’Ogliastra. «Con questa riforma c’è il rischio concreto di fare ulteriori disastrosi passi indietro – ha detto il presidente –. Siamo d’accordo sulla razionalizzazione, ma non quando ci viene portato via tutto. Abbiamo suggerito decine di soluzioni per il rilancio del territorio, ma non abbiamo ancora ottenuto risposte concrete. Abbiamo segnalato alla Regione che il nostro territorio deve puntare su due obiettivi: cultura e ambiente. Spariamo ancora, ma al di la dei proclami non è stato fatto nulla. Le zone interne sono sempre più dimenticate – ha insistito Bornioli –. La Regione chiede al Governo centrale più attenzione per la Sardegna, ma poi non si guarda dentro. E la Regione non si rende conto che il buco con il nulla al centro dell’isola non conviene neppure a Cagliari, perché significa spopolamento, miseria, assenza di imprese e disoccupazione e di conseguenza cresce il rischio di un aumento della criminalità».
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Il presidente di Confindustria è molto preoccupato, anche se la prossima settimana si dovrebbe finalmente mettere la firma sul protocollo d’intesa per il rilancio del Nuorese. «Il declino del territorio sembra inarrestabile – ha sostenuto Bornioli -. Solo l’agroalimentare e il turismo stanno tenendo, il resto è un disastro. Servirebbe un colpo di reni, ma per farlo bisogna essere tutti uniti e marciare nella stessa direzione, lasciando fuori campanilismi e interessi di bottega. Abbiamo dei valori che dobbiamo far pesare: l’ambiente, la cultura, la longevità, ma non abbiamo forza per sostenerli. Credo che questa riforma indebolirà ancora di più le zone interne – ha concluso il presidente di Confindustria – e si correrà il rischio di mettere in difficoltà l’identità culturale dei vari territori». (plp)
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