I barracelli sardi chiedono modifiche al regolamento
Il 23 a Macomer la riunione delle compagnie: norme vecchie e ormai obsolete Se dalla Regione non arriveranno risposte adeguate ci sarà la mobilitazione
MACOMER. Le richieste sono le stesse che i barracelli presentarono in occasione di altri convegni, l’ultimo quello che si tenne a Siniscola il 9 maggio del 2011. Sono trascorsi gli anni, ma non è cambiato nulla. Delle richieste dei barracelli sardi si parlerà sabato 23 gennaio, alle ore 10:00, nel corso della settima riunione regionale dell’Unione Barracelli che si terrà a Macomer nelle ex caserme Mura (Centro servizi culturali). All’importante incontro parteciperanno i rappresentanti delle 158 compagnie barracellari operanti in Sardegna alle quali fanno capo 5300 barracelli, professionisti del controllo del territorio utilizzati in molteplici attività il cui impegno è però considerato come un’attività di volontariato. Da tempo chiedono che le cose cambino. Sono cambiate le giunte regionali che avrebbero dovuto mettere mano a norme datate che regolano l’organizzazione e il funzionamento delle compagnie barracellari, come la legge regionale n. 25 del 1988 firmata dall’allora presidente della Regione, Mario Melis, e il regolamento del 1898, firmato dal re Umberto 1°, che ne ufficializzava l’istituzione, ma le leggi non sono le stesse. Oltre alla modifica della legge regionale n. 25/88, i barracelli chiedono anche un aumento del premio annuale pagato dalla Regione, che quest’anno è stato ridotto in misura considerevole, e la divisa unica per tutte le compagnie barracellari della Sardegna, un’uniforme che distingua l’istituzione in tutta l’isola ed eviti variopinte diversità che fanno pensare a una sorta di compagnia di ventura che caratterizza i paesi per la diversità delle divise, come col costume dei gruppi folk. Aprirà i lavori della 7ª riunione dell’Unione Barracelli il saluto del sindaco, Antonio Succu, e del presidente della compagnia di Macomer, Tinuccio Sannittu. Seguiranno gli interventi del segretario dell’Unione, Gianfranco Ghiani, e del presidente, Giuseppe Vargiu, i quali ribadiranno le tre richieste dei barracelli sardi: modifica della legge 25/88, aumento premio regionale e divisa unica. «La Regione – dice Vargiu – dovrà darci risposta entro la data che sarà stabilita dall’assemblea. Trascorso il termine in assenza di risposte, si passerà alla mobilitazione. Sarà l’assemblea a indicare la scadenza e le iniziative di mobilitazione». Di fatto è un ultimatum quello che i barracelli sardi si preparano a lanciare alla Regione. Se dovessero decidere di fermarsi nei mesi estivi, la lotta agli incendi andrebbe incontro a problemi, ma una fermata dei barracelli avrebbe ripercussioni anche sulla sicurezza nelle campagne. All’incontro sono state invitatie le altre associazioni dei barracelli (Sab e Unione capitani), i sindaci di tutta l’isola, i partiti, consiglieri e amministratori regionale. L’organizzazione dell’incontro è curata dalla compagnia barracellare di Macomer, una delle più attive in Sardegna.
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