La Nuova Sardegna

Nuoro

Daga: «Bilancio in rosso, nessuna colpa»

di Francesco Pirisi
Daga: «Bilancio in rosso, nessuna colpa»

L’ex assessore della giunta Bianchi respinge l’accusa di cattiva gestione: «Noi abbiamo sempre chiuso in pareggio»

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NUORO. I conti del Comune non tornano ma è dura portare allo scoperto qualche responsabilità o negligenza. O meglio, nessuno tra chi ha avuto il compito di amministrare negli ultimi mandati vuol sentire parlare di cattiva gestione. Nonostante una cassa in rosso, alla quale a giugno mancavano 9 milioni, oltre a 3 milioni e 800mila euro di debiti fuori bilancio e 8 milioni necessari per chiudere le fatture scadute con le imprese. La prima accusata, la giunta Bianchi, allontana anche il minimo sospetto. Lo fa per essa l’ex assessore con delega alle finanze, Tore Daga, in carica sino a sette mesi fa. La decisione dell’attuale amministrazione di contrarre un’anticipazione di liquidità da tre milioni con la Cassa depositi e prestiti, per pagare i debiti degli espropri, Daga la stacca da ogni collegamento specifico con il governo di centrosinistra. Perché, dice, «i debiti fuori bilancio esistevano prima, esistono oggi e le soluzioni sono sempre le stesse: a iniziare dall’accensione di mutui, considerato che l’alienazione degli immobili inutilizzati non ha mai dato risposte alla penuria di soldi. A maggior ragione in questi tempi, segnati dalla crisi economica globale».

L’analisi dell’assessore della giunta Bianchi piuttosto cerca le cause generali della difficoltà finanziaria, che è emersa nei cinque anni di mandato, segnati tra l’altro da un’impennata delle tasse e dai tagli alle disponibilità dei settori amministrativi. La conferma finale in quella nota con le cifre precedute dal segno meno passata il 15 giugno dalle mani di Bianchi a quelle di Soddu: «La ragione a monte della necessità di ricorrere ad anticipazioni di cassa e a mutui sta nella decurtazione drastica dei trasferimenti di Stato e Regione, talmente risicati che hanno generato e generano tensioni finanziarie, superabili solo con gli strumenti anzidetti».

Ieri come oggi, insiste Daga, gli interventi decisi non sono stati diversi: «Abbiamo operato con la rinegoziazione dei mutui, che l’attuale amministrazione qualche mese fa demonizzava e ora utilizza. Così come siamo intervenuti per tagliare gli affitti, con lo spostamento negli edifici comunali del Csl, Centro servizi lavoro, e dell’ufficio di statistica, con un risparmio di 80mila euro all’anno. È apprezzabile che la giunta Soddu intenda riportare il comando dei vigili urbani in un immobile dell’ente».

Il fagotto di milioni di passivo transitano da un’amministrazione all’altra, questo il pensiero di Daga. Dal profondo non accetta neppure l’idea che quella chiusa a giugno sia stata un’amministrazione allegra nella tenuta dei conti: «Nella contabilità pubblica non si parla di perdite, ma piuttosto di avanzo o disavanzo, dato dalla differenza tra entrare e spese. I nostri conti sono sempre stati chiusi in pareggio».

L’assessore riconduce all’impegno del centrosinistra anche la lotta all’evasione e all’elusione delle tasse, attraverso un accordo con la Guardia di finanza: alla fine scoperti 800 cittadini non in regola, su un ventaglio di quattromila potenziali evasori, duemila dei quali controllati da vicino. Dunque, le tasse più salate per far fronte ai minori apporti di governo e Regione, ma senza scialacquare. Se all’esterno, nella comunità, è parso il contrario, o comunque qualche cosa di diverso, l’amministrazione non ha colpe, fa capire Daga. Mentre rifiuta e non giustifica le critiche espresse dai successori al potere municipale. L’atteggiamento sarebbe conseguenze dell’essersi scontrati con la difficoltà ad amministrare: «Il sogno, quello fattogli vivere dai cittadini nuoresi, si trasforma in una tragica, nuda e cruda realtà, ossia nella constatazione che governare una città è difficile. La deduzione di chiusura? Dopo sette mesi non c’è nulla di nuovo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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