Badu ’e Carros conquista la città con il pallone dell’integrazione
Nuovo successo del torneo Liberi nello sport con due squadre di detenuti e dieci formazioni “esterne” Gli organizzatori: «Questa iniziativa vuole essere uno scambio continuo abbattendo sbarre e confini»
NUORO. Tre mesi di appassionanti e divertenti incontri di calcio, a partire da ottobre 2015, disputati nell’impianto sportivo della parrocchia Beata Maria Gabriella e nel campo interno alla Casa circondariale di Badu ’e Carros. Quattro mesi di intensi allenamenti sostenuti dai detenuti delle due squadre della sezione Comuni ed As 3, “I Goffi” e “Azzurra” (nome coniato per ringraziare il generoso omaggio del completino della Nazionale di calcio da parte dell’ex presidente Figc Giancarlo Abete), condotti con alta professionalità e motivato entusiasmo dal tecnico prof. Marco Carta.
È di sabato scorso, infine, la tanto attesa giornata conclusiva, all’interno del penitenziario nuorese, della quinta edizione del Torneo di calcio promosso dalla Asd Olimpiakos.
Nel primo incontro, valido per l’assegnazione del terzo posto, ha trionfato la squadra Azzurra che con sorpresa ha abbattuto le certezze dei giocatori di Anima Sport capitanati da Fabio Farina con il punteggio sorprendente di 8 a 2. Mattatore dell’incontro per i detenuti è stato Vincenzo D’Alessandro che, forte dei ricordi di vecchio bomber della Juve Stabia, ha segnato sei reti di pregevole bellezza. Ma tutta la squadra Azzurra non ha concesso respiro agli avversari pressandoli in ogni punto del campo, tanto che tutti i presenti si sono chiesti quali motivazioni avesse escogitato il tecnico Carta per renderli così “invincibili”.
Di contro, la finale per l’assegnazione del trofeo giocata da Falegnameria Paolo Meloni e J Caffè, è risultata molto equilibrata. Due squadre costruite con certosina attenzione dai due capitani Paolo Meloni e Francesco Fancello, che hanno dato vita a uno degli incontri più belli visti nelle ultime edizioni. Pali, traverse, continui capovolgimenti di gioco, giocati ad altissima intensità e due azioni da rete clamorosamente sbagliate da due dei giocatori più rappresentativi nonché capitani delle due squadre, Daniele Gusai e Massimo Zola. Chiusi i tempi regolamentari a reti bianche, solo la lotteria dei calci di rigore ha visto premiare la FPM con il risultato di 3 a 2, dopo la ulteriore parità nei 5 rigori calciati. Hanno avuto seguito immediatamente le premiazioni arricchite da tanta allegria e da un totale coinvolgimento da parte di tutti i presenti.
L’amministrazione comunale, con la significativa e gradita presenza, era rappresentata dal sindaco Andrea Soddu accompagnato da Fabrizio Beccu, presidente del consiglio comunale, unitamente al delegato provinciale Coni Sandro Floris, al presidente provinciale Acli Salvatore Urru e al parroco don Pietro Borrotzu. Erano presenti anche rappresentanti di alcune squadre iscritte al torneo quali Pistonca e il Foro di Nuoro. Hanno fatto gli onori di casa l’ispettore Falchi, l’educatrice Sandra Cincotti e il garante dei diritti dei detenuti Gianfranco Oppo. Il Progetto “Liberi nello Sport”, sostenuto e patrocinato dal Comune di Nuoro, dal Coni, dall’Unione sportiva Acli e dalle Acli, con il Torneo di calcio ha concluso una delle varie attività in programma quest’anno all’interno del carcere di Badu ’e Carros. «Siamo molto felici di aver condotto alla conclusione questo particolare evento estremamente faticoso nella sua gestione ma impreziosito da un alto senso di sportività di tutte le dodici squadre – dicono gli autori e coordinatori del Progetto, Salvatore Rosa e Maria Antonietta Sanna –. Nello specifico vorremmo ringraziare la manifesta disponibilità e collaborazione della direzione carceraria e di tutto il corpo della polizia penitenziaria, il prezioso lavoro dello staff di educatori e dell’area trattamentale che sapientemente guidati dal direttrice Carla Ciavarella hanno consentito il pieno raggiungimento degli obiettivi prefissati. Non di meno un ringraziamento sentito e doveroso va attribuito ai capitani delle squadre nuoresi che in tutti questi anni si sono attivati per costruire le squadre e partecipare al nostro torneo condividendone in toto lo spirito reale che va oltre la ricerca della semplice vittoria, ma rientra in un contesto di integrazione sociale, in uno scambio comunicativo tra l’interno e l’esterno, senza confini e senza sbarre».
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