Oliena si prepara al rito dei fuochi per Sant’Antonio
Sabato 16 via alla festa con l’accensione dei falò in piazza Musica e balli, cannonau Nepente e pistiddu per tutti
OLIENA. Il paese del Corrasi rinnova l’antico rito dei fuochi, dedicati Sant’Antonio abate. L’inaugurazione delle arcaiche celebrazioni è fissata per sabato 16 gennaio. La festa, particolarmente partecipata nel centro del Nuorese, anticipa la ricorrenza intitolata al Prometeo della cristianità. Durante la vigilia, l’intero paese sarà coinvolto nei preparativi. Le attività di allestimento, inaugurate già nei giorni precedenti, tuttavia, impegneranno comitive numerose di vicini, intenti in differenti incombenze. Tra queste rientra ovviamente il taglio della legna, utilizzata come combustibile dei giganteschi falò. I grossi rami, intrecciati e disposti con ordine per creare una struttura, che ricorda, grossomodo, la forma di una capanna, provengono prevalentemente da imponenti radici, messe l’una sull’altra e ricoperte da frasche e fronde. Sistemato in cima l’irrinunciabile fronda con le arance ancora appese.
Una composizione che decora l'immensa struttura e profuma l’aria, una volta acceso il falò. In genere, i diversi fuochi, disseminati nei tanti rioni del centro abitato, sono decine. Uno o più in ogni rione, a caratterizzare una dimensione quasi familiare, di amicizia e convivialità.
In piazza Santa Maria, quest’anno, il Comitato di San Lussorio sta preparando un'altra splendida serata. In occasione de "su Ohu de Sant’Antoni", infatti, attorno al calore delle braci e dei tizzoni roventi, andranno in scena, organizzati dalla leva del 1986, i suoni della tradizione. Animeranno la serata le musiche, eseguite dagli organetti di Paolo Curreli, Nicola Goddi e Cosimo Lippi, accompagnate dalle chitarre di Pierpaolo Mancini di Sassari e Alberto Caddeo di Dualchi. Gli inconfondibili balli tipici, scanditi da passi leggeri, da melodie antiche, disegneranno straordinarie e meravigliose coreografie. Non potranno mancare, insomma, anzi ne è richiesta la partecipazione, “sonadores, ballerinos e hantadores”, apprezzati ospiti di un evento, che valorizza e celebra lo stare insieme, lo scambiare quattro chiacchiere. Magari allietati da un bicchiere di buon vino novello, rigorosamente Nepente, o da una fetta di pistiddu condito da miele o vincotto, preparato proprio per questa ricorrenza nelle case e nelle pasticcerie del centro barbaricino.
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