La Nuova Sardegna

Nuoro

Allarme lavoro a Tossilo: quindici operai in esubero

di Tito Giuseppe Tola
Allarme lavoro a Tossilo: quindici operai in esubero

Macomer, la riconversione dell’inceneritore non sarà indolore per i lavoratori I sindacati: «Faremo la nostra parte, ma per loro saranno 24 mesi di Cig»

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MACOMER. L’allarme è alto, anche perché i lavoratori in esubero saranno quelli della produzione, quindici addetti alle due linee di incenerimento che la Tossilo fermerà per consentirne lo smantellamento e la realizzazione a fianco della nuova linea che dovrà sostituirle. I sindacati intendono giocare la partita a carte scoperte, «senza nascondere nulla a nessuno», come ha precisato il segretario provinciale della Uil trasporti, Franco Cappai, e ieri hanno convocato un’assemblea delle maestranze dell’impianto per spiegare come effettivamente stanno le cose. Fra i lavoratori la tensione è palpabile. «L’intenzione sarebbe quella di collocarne quindici in cassa integrazione perché in esubero – dicono –, la durata massima sarà di 24 mesi. E poi? Per realizzare la nuova linea e metterla in marcia servono almeno tre anni. Quale sarà la nostra sorte? Chi ha ridotto la società Tossilo in queste condizioni? Perché dobbiamo essere noi a pagare per ritardi e scelte, forse anche sbagliate, fatte da altri? Nel 2014 l’esercizio ha chiuso con utile di oltre 25 mila euro. Per il 2015 si parla di una perdita di circa 800 mila euro. Come mai se la quantità dei rifiuti trattati è più o meno identica e il personale è diminuito di cinque unità?».

I sindacati spiegano che l’assemblea di ieri è stata convocate per spiegare in che termini stanno le cose. La richiesta di incontrare i lavoratori è stata avanzata dai sindacati. «Le organizzazioni territoriali e la Rsa martedì hanno incontrato l’azienda e la consulente del lavoro che l’assiste – spiega Franco Cappai –, nel corso dell’incontro abbiamo posto l’esigenza di un’informazione chiara, puntuale e completa ai lavoratori per evitare che voci di ogni tipo passino un’informazione sbagliata. Non c’è per il momento alcun piano aziendale che parli di cassa integrazione e di altri strumenti per contenere gli esuberi. Ci siamo rivolti allo studio Calderone di Cagliari, consulente del lavoro per conto dell’azienda, e abbiamo chiesto di conoscere quali proposte di soluzione intenda portare. La titolare dello studio si è riservata di farci sapere entro lunedì 18 gennaio. Siamo tutti interessati a fare in modo che si trovi una soluzione che sia la meno dolorosa possibile e che i sacrifici vengano “spalmati” su tutti».

L’esubero dovrebbe ridurre il costo del personale di 750 mila euro su un costo complessivo di 2.250.000 euro, più o meno la perdita del 2015. «Perché non tagliano i benefit e i superstipendi di chi percepisce somme consistenti – dicono i lavoratori –, ci sono otto dirigenti che costano il doppio dei 15 lavoratori che fermando l’impianto risulteranno in esubero». La preoccupazione è che la cassa integrazione potrà durare solo 24mesi in un arco di 5 anni. Il nuovo inceneritore non sarà pronto prima del 2020. «Si cercherà il modo di impiegate tutti e i sacrifici li faranno tutti – dice Franco Cappai –, l’impianto appartiene alla Regione alla quale abbiamo chiesto di farsi carico delle perdite. Abbiamo chiesto anche un incontro e siamo in attesa di risposte».

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