Attentato al medico di Torpè, l'ordigno era pronto a esplodere
All’interno del pacco bomba rinvenuto davanti all’abitazione della madre di Antonello Cabras c’erano cinque grammi di gelatina e il detonatore innescato
C’erano cinque grammi di gelatina e il detonatore innescato all’interno del pacco bomba rinvenuto davanti all’abitazione di Maria Teresa Sanna, la madre del medico Antonello Cabras. La bomba, di confezionamento artigianale, non è esplosa per un difetto alla miccia che si è spenta poco prima di innescare lo scoppio ma la volontà di arrecare gravi danni all’abitazione, in via Donna Brianda De Mur, era palese e l’esplosione poteva essere letale per un eventuale passante che si fosse trovato a passare al momento della deflagrazione. L’ordigno è stato portato via dagli artificieri dei carabinieri e sarà esaminato per scoprire chi possa averlo posizionato davanti al portoncino d’ingresso della famiglia del medico baroniese.
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Le indagini sono portate avanti dagli investigatori della polizia di Stato del commissariato di Posada che stanno vagliando numerose ipotesi e rispolverato il fascicolo dell’attentato messo a segno sempre ai danni di Antonello Cabras il 22 aprile del 2014. In quell’occasione fu appiccato il fuoco alla jeep wrangler del professionista che trascorreva alcuni giorni di vacanza nell’isola. La notizia della bomba ha provocato incredulità e scalpore. L’oncologo, che opera all’istituto nazionale tumori di Milano, è ormai diventato un punto di riferimento per l’intera comunità ed è davvero difficile pensare che qualcuno possa avercela con lui al punto da commissionare il duplice attentato incendiario.
Omar Cabras, oltre che sindaco di Torpè, è anche parente del medico che proprio qualche settimana fa aveva presenziato ad una manifestazione di beneficenza organizzata dal Rotary. «Sono dispiaciuto per il grave atto intimidatorio nei confronti della famiglia e di Antonello Cabras, persona illustre e stimatissima in paese e nel circondario. Questi sono gesti che non fanno altro che screditare ulteriormente un paese tranquillo e a vocazione turistica come il nostro che a fatica si sta riprendendo dai tragici eventi alluvionali degli ultimi anni che tanta risonanza hanno avuto a livello nazionale».
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