La Nuova Sardegna

Nuoro

Vertice sull’Amaldi con l’ex Provincia, il sindaco e i tecnici

di Tito Giuseppe Tola
Vertice sull’Amaldi con l’ex Provincia, il sindaco e i tecnici

Macomer, la commissaria Bullitta ha promesso interventi I lavori di messa in sicurezza sono stati interrotti da tempo

2 MINUTI DI LETTURA





MACOMER. Nel novembre del 2013 occuparono la scuola per richiamare l’attenzione sullo stato dei laboratori, dove penetrava l’acqua piovana creando pericolo per il rischio di folgorazioni. Diversi studenti che due anni fa protestarono per chiedere alla Provincia, proprietaria del caseggiato, di restituire agibilità e sicurezza ai locali, sono oggi diplomati. Gli altri fanno i conti con gli stessi problemi che la giunta provinciale si era impegnata a risolvere nel giro di pochi mesi. È per questo che il sindaco, Antonio Succu, e il dirigente scolastico Massimo De Pau, i tecnici del Comune, quelli della scuola e l’impresa hanno incontrato la commissaria della Provincia, Sabina Bullitta, alla quale hanno chiesto di recuperare le risorse destinate all’Amaldi per completare gli interventi di messa in sicurezza e i lavori iniziati e interrotti negli anni scorsi. La commissaria si è impegnata a riprenderli entro un mese. Per realizzarli sono disponibili 330 mila euro, ma si è impegnata a reperirne altri 150 per consentire il completamento dei lavori. «Il commissario della Provincia ha dimostrato attenzione verso il problema che le abbiamo sottoposto e si è impegnata a risolverlo – ha detto il sindaco Succu al termine dell’incontro –, senza laboratori un istituto professionale non ha ragione di esistere. Con i 150 mila euro che si è impegnata a reperire sarà possibile intervenire sulle facciate il cui degrado dà un senso di abbandono e di decadenza». L’impegno a risolvere i problemi dell’Amaldi, dunque, è stato assunto. L’amministrazione comunale intende verificare che venga rispettato. «Ci siamo dati appuntamento tra un mese a partire da oggi – ha detto a questo proposito il sindaco –, ci incontreremo col cronoprogramma dei lavori alla mano. Siamo certi che alle parole spese nell’incontro seguiranno anche i fatti». Nei laboratori l’acqua piovana. Acqua e umidità non vanno daccordo con la sicurezza perché le macchine e le attrezzature sono alimentate dall’energia elettrica, alcune da corrente per uso industriale a 400 volt. C’è il rischio di folgorazioni. In un istituto professionale l’uso dei laboratori è fondamentale per la didattica legata soprattutto alle esercitazioni pratiche.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Cambiamento climatico

Caldo estremo, prime vittime anche in Italia: due persone sono morte mentre lavoravano nei campi

Le nostre iniziative