Gabbiano ucciso, la Lipu parte civile contro i pescatori
SINISCOLA. La Lipu si costituirà parte civile nell’eventuale che venga istruito un processo nei confronti dei due pescatori che hanno ucciso con brutalità un gabbiano reale nelle acque del Golfo di...
SINISCOLA. La Lipu si costituirà parte civile nell’eventuale che venga istruito un processo nei confronti dei due pescatori che hanno ucciso con brutalità un gabbiano reale nelle acque del Golfo di Orosei, di fronte all’isola di Tavolara. Dopo aver catturato il volatile, i due pescatori sui quali stanno ancora indagando i carabinieri di Siniscola, gli avevano hanno legato attorno al collo un grosso petardo. Poi avevano acceso la miccia e liberato il gabbiano: dopo poche decine di metri librandosi in aria, il petardo era esploso e il volatile era caduto in acqua tra i gridolini di gioia dei due pescatori a bordo della barca.
«Le terribili immagini della morte del gabbiano rese pubbliche attraverso un filmato apparso su internet – hanno spiegato i responsabili dell’associazione animalista –, immagini viste e duramente condannate da tantissime persone, hanno consentito ai carabinieri di risalire alla barca e dare un volto e un nome agli autori del vergognoso gesto. I due hanno compiuto un reato contemplato nell’articolo 544 bis del Codice penale, per il maltrattamento di animali».
La Lipu si era subito messa in movimento, attraverso la delegazione regionale guidata da Francesco Guillot, per raccogliere maggiori informazioni possibili sul grave episodio e nei giorni scorsi ha inviato una lettera al procuratore della Repubblica di Nuoro, tramite la Compagnia carabinieri di Siniscola. E attraverso l’avvocato Fabio Procaccini ha già provveduto a formalizzare la richiesta di costituzione di parte civile come «persona offesa».
«L’eccellente attività investigativa portata avavanti dai carabinieri di Siniscola, al comando del capitano Andrea Senese, ha permesso di individuare rapidamente le persone che hanno compiuto l’orribile gesto e per questo siamo grati all'Arma – ha sottolineato con soddisfazione il presidente della Lipu, Fulvio Mamone Capria –. Ora, attraverso i nostri legali intendiamo prendere parte al processo. Perchè deve essere sempre più chiaro che gli animali, domestici o selvatici, non sono oggetti dei quali si può fare ciò che ci piace – ha concluso – e non possono essere maltrattati così».
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