Scorie nucleari a Ottana, interrogazione di Crisponi
Il consigliere dei Riformatori ha presentato una mozione in Consiglio regionale «No al deposito unico dei rifiuti radioattivi, è un’ipotesi da rigettare con sdegno»
OTTANA. L‘allarme lanciato nei giorni scorsi dal parlamentare di Unidos, Mauro Pili, sul possibile utilizzo dei terreni dell’area industriale di Ottana e Bolotana per farne il deposito unico nazionale delle scorie nucleari approda in consiglio regionale con una mozione urgente presentata dal gruppo di opposizione del centro destra (primo firmatario il consigliere dei Riformatori Luigi Crisponi).
«Stando alle allarmanti notizie di stampa – ha detto Luigi Crisponi, illustrando l’iniziativa del suo gruppo – alcune società facenti capo al ministero dello Sviluppo economico e quindi al Governo nazionale, starebbero elaborando una precisa strategia volta all’ acquisizione di terreni per lo sfruttamento della piana industriale al fine di potervi insediare il deposito unico nazionale dei rifiuti radioattivi. Tale malsana ipotesi va rigettata con il medesimo sdegno con cui già si sono espressi i cittadini e i sindaci Franco Saba di Ottana e Francesco Manconi di Bolotana». Ha continuato Crisponi. «Preoccupa il velo di silenzio del governo nazionale che in più di un’occasione ha mostrato una slealtà di Stato verso i nostri territori e le nostre comunità. Per questo motivo va alzata la guardia e il livello di controllo su aree in cui si vorrebbero avviare indagini e analisi clandestine per magari convergere su dubbie e per ora sconosciute finalità».
«Al fine di smascherare tali subdoli intendimenti – ha sottolineato ancora il consigliere regionale dei Riformatori – intendiamo impegnare severamente il presidente della Regione Francesco Pigliaru a respingere con fermezza ogni possibile destinazione della piana di Ottana, o in qualsiasi altro territorio isolano, per lo stoccaggio di scorie nucleari e ad assumere risolute iniziative volte a smantellare qualsiasi sleale e scellerata attività da parte del governo nazionale anche per il tramite di sue società».
«La zona industriale di Ottana e la sua comunità – ha concluso Luigi Crisponi – devono essere energicamente difese da un possibile colpo mortale alle legittime aspirazioni di un ordinato sviluppo socio economico, finora ampiamente disatteso anche nel mai avviato piano delle bonifiche».
Intanto, si intensifica la mobilitazione del territorio contro la possibilità del deposito delle scorie radioattive.
Un no deciso è giunto ieri sera dal consiglio comunale di Bolotana, appositamente riunito per discutere l’argomento.
«Siamo pronti a fare la barricate – ha detto il sindaco, Francesco Manconi – per evitare che si realizzi questo sciagurato progetto. Il nostro territorio, già impoverito dalla deindustrializzazione e dallo spopolamento, ha bisogno di lavoro e sviluppo certo, garantito e compatibile, non certo di scorie nucleari».
La battaglia, probabilmente, è solo agli inizi. Certo per Ottana, sarebbe un duro colpo. Dopo la fine del sogno industriale, ora si avvicina l’incubo delle scorie nucleari.
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