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Odissea dell’allaccio Telecom Domanda inoltrata da 7 mesi

di Cecilia Fontanesi
Odissea dell’allaccio Telecom Domanda inoltrata da 7 mesi

Richiedere l’allaccio alla linea telefonica Telecom potrebbe sembrare a molti una normale operazione che, a parte qualche pratica, dovrebbe risolversi in poco tempo. Pare che però non sia così per...

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Richiedere l’allaccio alla linea telefonica Telecom potrebbe sembrare a molti una normale operazione che, a parte qualche pratica, dovrebbe risolversi in poco tempo. Pare che però non sia così per tutti. Giuseppe Masala vive a Galtellì con la moglie e due figlie. Poco meno di un anno fa si trasferisce con la famiglia nella nuova casa in una zona residenziale del suo paese nei pressi del campo sportivo.

«È da sette mesi che sto lottando con la Telecom per poter usufruire della linea fissa – ha raccontato Masala – mi sembra di essere precipitato in un tunnel da cui non riesco più a vedere l’uscita, una vicenda che ha del paradossale e dell’incredibile». Arrabbiato e amareggiato alla stesso tempo, il signore racconta la vicenda iniziata sette mesi fa. Dopo aver fatto la richiesta per l’allaccio all’operatore del call center riceve (inaspettatamente) la visita di alcuni operai che eseguono un sopralluogo e gli comunicano che a sue spese dovrà compiere i lavori di costruzione dello scavo per collegare la sua abitazione alla tubatura del pozzetto che si trova a bordo strada. Nel giro di pochi giorni i lavori vengono eseguiti e Giuseppe Masala inizia ad aspettare la visita del tecnico. Passano settimane e settimane, ma anche dopo le ripetute chiamate al call center nessuno si fa vedere nè sentire. Poi finalmente viene fissato il primo appuntamento con il tecnico: il signore di Galtellì prende un giorno di ferie per restare a casa e ricevere l’impiegato della Telecom ma con sorpresa mezz’ora prima dell’orario fissato l’incontro viene disdetto “per motivi tecnici” con un messaggio sul cellulare. «Addirittura – aggiunge il signor Masala – oltre agli appuntamenti mancati e i mesi che passano, per ben tre volte il codice della mia pratica è stato annullato, con conseguente e ulteriore perdita di tempo nel dover rifare la pratica da zero. Poi pochi giorni fa ricevo la chiamata dal tecnico che in modo scocciato e assonnato mi chiede se siano venuti gli operai dell’impresa. Rispondo che gli operai sono venuti ben sette mesi fa. Dopo neanche un’ora – continua l’uomo – mi chiama l’impresa chiedendomi se è venuto il tecnico perché è lui che si deve occupare di fare il progetto tramite il Comune e delegare l’impresa a fare i lavori. Sempre più sbalordito mi reco in Comune dove mi viene detto che è il tecnico che deve presentare il progetto in Comune per essere approvato».

Insomma, per la famiglia Masala l’odissea sembra non avere fine. Prossimo appuntamento? Aprile, tecnici permettendo.

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