Il teatro contro il disagio Debuttano i SogniAttori
Venerdì all’Eliseo la prima della compagnia del Centro diurno di salute mentale Il regista Gavino Poddighe ha collaborato all’allestimento della rappresentazione
NUORO. Combattere gli stereotipi e aiutare i pazienti psichiatrici attraverso il linguaggio del teatro. Un’esperienza straordinaria di un anno, che ora a Nuoro si prepara al gran debutto. La nuova realtà si chiama compagnia dei SogniAttori, ed è composta dai partecipanti al laboratorio teatrale del Centro Diurno Delocalizzato del Dipartimento di Salute Mentale di Nuoro. La prima assoluta andrà in scena venerdì 5 febbraio alle 19, al Teatro Eliseo, con l’opera “L’irresistibile flusso della vita”, a cura del regista Gavino Poddighe. Lo psicologo Franco Salvatore Delrio, responsabile del Centro, è emozionato quanto gli stessi attori della neonata compagnia: «Quella di venerdì è l’ultima tappa di un percorso artistico e terapeutico iniziato lo scorso anno che, mediante il teatro, si riproponeva di incidere sul benessere psico-fisico e l'autonomia delle persone coinvolte, allo scopo di migliorarne le capacità, le competenze, la socialità e, non ultimo, il livello di autostima».
Così, fin dalle prime sessioni di prove, si è fatto in modo che i partecipanti si riappropriassero progressivamente delle capacità ritenute perdute, e in tal senso gli interventi sono stati condotti creando un'efficace clima di collaborazione tra le maestranze artistiche e gli operatori del Centro diurno, sia a livello individuale che di gruppo. «La riabilitazione attraverso l’arte terapia – continua Delrio – si snoda con un approccio che, partendo dalla dipendenza, cerca di portare le persone verso maggiori livelli di indipendenza. Con l’attività teatrale, infatti, si interviene in modo da realizzare modifiche funzionali nel mondo interno/cognitivo della persona, con l’obiettivo dichiarato che tali cambiamenti possano poi riflettersi sul suo ordinario comportamento, compreso il modo di interagire con la realtà esterna».
Il teatro, dunque, come strumento per la promozione del benessere individuale e sociale, una risorsa capace di favorire la costruzione di ponti/collegamenti per sviluppare comunità, cultura e salute. E in effetti i benefici per i partecipanti al laboratorio sembrano essere stati davvero innumerevoli: a partire da tutta la preparazione preliminare, che ha contemplato momenti quali il training fisico e vocale, la memorizzazione. Per non parlare della partecipazione attiva all’allestimento scenico, con la collaborazione alla creazione dei manufatti teatrali, per finire con l’apprendimento della gestione dell’emotività. Gli effetti delle sessioni del laboratorio di teatro, hanno continuato a produrre risultati anche dopo le prove, dato che gli stimoli ricevuti, entrando via, via, a far parte dei vissuti personali, introducono e rinforzano nuove visioni di sé, del proprio modo di sentire e di essere, in ultima analisi, producono benefici terapeutici. «Pur non avendo in alcun modo la pretesa di sostituirsi alle complessive cure psicoterapeutiche – conclude Delrio - la riabilitazione attraverso la teatro - terapia si propone di affiancarle ed integrarle, concorrendo, in tal modo, a quei cambiamenti che riducono i disagi». Delrio esprime infine un sentito ringraziamento a tutti i volontari per la preziosa collaborazione, a Gavino Poddighe e alle operatrici del Centro: Elena Bacchitta e Marilena Roych, anche per il lavoro svolto come collaboratrici artistiche. (s.d.)
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