La Nuova Sardegna

Nuoro

Un progetto cinese per il porto di Gonone

L’annuncio del sindaco di Dorgali: contatti con una multinazionale pronta a investire 60 milioni

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DORGALI. Potrebbe arrivare dalla Cina la soluzione ideale per la realizzazione e definitiva per l’ampliamento del porto di Cala Gonone. Un porto galleggiante sul modello di quello di Montecarlo (ma non quello di cui si era già parlato in precedenza) per un investimento di circa 60 milioni di euro. Un progetto che sembrerebbe interessare una multinazionale cinese che sarebbe pronta ad investire in Sardegna. Lo annuncia Angelo Carta, sindaco di Dorgali e capogruppo del Psd’Az in consiglio regionale. Dopo tanti tentativi, tra finanziamenti regionali rientrati a Cagliari, bandi di gare andate deserte, assemblee e contestazioni, adesso il sogno caldeggiato da circa 40 anni dai dorgalesi sembrerebbe approdare finalmente a una conclusione. Un progetto di ampliamento che in ogni caso rispetterebbe la volontà della popolazione che a più riprese ha sempre sostenuto la salvaguardia della spiaggia centrale.

Tutto è nato dopo che il sindaco Carta alla fine del mese di gennaio ha effettuato un viaggio in Cina alla ricerca di finanziamenti per la realizzazione dell'ampliamento dell’area portuale gononese. «A Pechino – spiega Carta – abbiamo avuto il supporto dell'ingegner Armando Dessenibus e dell'Ice nella persona del dottor Filippo Petz. Il viaggio è stato preceduto da una serie di contatti attivati con l'Istituto del Commercio Estero sede di Pechino (ICE) con il coordinatore dottor Amedeo Scarpa e soprattutto del Vice Direttore. Questi hanno lavorato alacremente e condividendo l'interessante proposta da sottoporre ai potenziali investitori cinesi e hanno fissato l'importante incontro con la società China Harbour Engineering Company Ltd».

Il 22 gennaio si è tenuto l'incontro presso la sede di questa società rappresentata dai vertici societari è stata illustrata la proposta del comune di Dorgali. «Proposta – sottolinea il sindaco Carta – che ha la doppia valenza di in un porto in un punto strategico come Cala Gonone accompagnata dalla possibilità di costruzione secondo una tecnica innovativa che prevede di non sversare a mare nulla ma di costruire il porto fuori opera e trasportarlo per l'assemblaggio direttamente in loco. La società si è dimostrata estremamente interessata e vi è stato già uno scambio di mail con dati aggiuntivi in grado di consentire una valutazione compiuta dell'investimento». Oltre questo incontro si sono attivati altri contatti dai quali secondo Angelo Carta si è potuto accertare come la Sardegna possa essere una destinazione strategica per investimenti da parte di questi soggetti. «Il passo successivo prevede l'arrivo in Sardegna dei vertici della China Harbour interessati a conoscere anche quali altri settori possano essere interessati dai loro investimenti».

La delegazione guidata dal sindaco è stata anche ricevuta dall'Ambasciatore italiano in Cina Ettore Sequi.

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