Gavoi balla al ritmo dei tumbarinos
Centinaia di tamburi domani segneranno in paese l’inizio dei festeggiamenti
GAVOI. Il suono di centinaia di tamburi, segna il passo danzante del giovedì grasso che ricorre nella giornata di domani. Il ritmo incessante de “sos tumbarinos”, colmerà l’aria del piccolo borgo di Gavoi, segnando l’apice, e l’inizio, dei festeggiamenti carnevaleschi.
Su tumbarinu, il tamburo tradizionale gavoese, è, insieme alla musica e al ballo, il protagonista di un evento in cui tutti, indipendentemente da sesso, età, e provenienza geografica, possono essere parte integrante e maschere festose. Più che una sfilata, quella del giovedì grasso è infatti un incontro, un raduno che, partendo alle tre del pomeriggio dalla Piazza San Gavino, si snoda liberamente nel centro storico. Ogni piazza diventa tappa di un ballo dissetato con abbondante vino nuovo accompagnato dalle quartine in limba.
In questa gioia generale il carnevale, a Gavoi, non è mai stato né potrà essere uno spettacolo di maschere da contemplare, perché il senso del carnevale gavoese, è la condivisione di balli e canti, accompagnati da strumenti le cui origini si perdono nella storia antica dei popoli mediterranei, e non solo. «L’utilizzo dei tamburi nella musica tradizionale sarda un tempo diffusi in diversi paesi è oggi pressoché scomparso tranne che nel paese di Gavoi dove un orchestra formata da tumbarinu, pippiolu e triangulu _ afferma Piergavino Sedda, bibliotecario e fondatore dell’associazione Tumbarinos _ è unico in tutta l’isola. Sebbene il triangolo e il flauto in canna siano presenti nel Mediterraneo fin dai tempi degli egizi e dei greci, e le percussioni sono notoriamente strumenti delle tradizioni tribali, le prime testimonianze scritte sui tamburi di Gavoi risalgono al 1827, quando il Casalis documentava l’uso di questo strumento nel piccolo borgo di granito. Oggi, nel paese _ sottolinea Piergavino _ si contano oltre mille tamburi, e l’abilità di costruire su tumbarinu è stata diffusa e tramandata ai giovani». Secondo l’esperto Piergavino Sedda, «su tumbarinu ha sempre preannunciato le mascherate del Carnevale».
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