La caserma di Pratosardo per ora resta all’Esercito
NUORO. La caserma di Pratosardo non cambia destinazione. Dentro 250 militari del nucleo trasmissioni della Brigata Sassari e nessun migrante extracomunitario, com’era stato ventilato nei giorni...
NUORO. La caserma di Pratosardo non cambia destinazione. Dentro 250 militari del nucleo trasmissioni della Brigata Sassari e nessun migrante extracomunitario, com’era stato ventilato nei giorni scorsi. Questo il programma allo stato attuale, confermato in Consiglio comunale dal sindaco Andrea Soddu. Salvo colpi di scena prossimi venturi, considerato che la caserma nuorese è al momento oggetto di confronto tra governo e Regione, dentro il pacchetto di revisione della presenza militare in Sardegna. Il sindaco Soddu ha portato le novità dell’incontro di sabato scorso a Cagliari con il sottosegretario alla Difesa, Domenico Rossi: «Il rappresentante del governo mi ha detto che le notizie di un possibile cambio di destinazione dei locali della nuova caserma sono infondate». Permane l’originario disegno, anche se l’intera questione è spostata sul corridoio Cagliari-Roma.
A mettere al centro del confronto consiliare il futuro del complesso di Pratosardo è stata l’interrogazione del consigliere di opposizione Pier Luigi Saiu. Che ha chiesto lumi alla giunta proprio in seguito alle ultime voci e concluso l’intervento con la richiesta al sindaco di «spendersi e battersi affinché a Nuoro arrivino i militari. Senza con questo voler venire meno allo spirito solidaristico nei confronti degli extracomunitari».
Parole dal tono preoccupato quelle di Saiu, perché, questo il senso, «la perdita della caserma della Brigata Sassari toglierebbe il vantaggio di avere in città un corpo militare che garantirebbe 250 nuove buste paga sul territorio. Ma non solo: il presidio dell’Esercito per Nuoro si caratterizza per l’uso di strumentazioni e per un’attivata ad alta tecnologia, le cui conoscenze tornerebbero utili».
Dentro il discorso di Pier Luigi Saiu le paure per un nuovo atto di allontanamento delle istituzioni dello Stato dalla provincia nuorese, sulla falsariga di altre denunce arrivate negli ultimi lustri e che sinora non sono bastate per fermare le serrate di uffici e servizi. Il governo comunale con il primo cittadino ha garantito sull’impegno in quella che potrebbe diventare la nuova vertenza, se alle rassicurazioni del sottosegretario dovessero seguire altri passi contradditorio del governo.
Andrea Soddu ha parlato di tutti i passi fatti dal momento dell’insediamento nell’ufficio di via Dante (a giugno del 2015) per tenere sotto controllo sia i lavori di completamento, sia la concretizzazione dell’intesa del 2007, madre del progetto per i militari a Pratosardo, in cambio dello smantellamento dell’Artiglieria di viale Sardegna: «Ho incontrato prima il generale Claudio Tozzi, comandante della legione militare della Sardegna e, dopo la sua partenza, il generale Gian Luca Giovannini, che è stato a Nuoro il mese scorso per sincerarsi dello stato dell’arte del complesso edilizio. Quest’ultimo ha confermato il fatto di una scelta ormai appannaggio del confronto Stato-Regione, senza tuttavia parlare minimamente di un cambio di programma e tantomeno di una decisione già presa per portare a Pratosardo una fetta dei migranti di quella quota nazionale del 3 per cento assegnata alla Sardegna. L’unico elemento che invece potrebbe determinare una svolta negativa della vicenda – ha continuato il sindaco – è il fatto che dentro il piano di riduzione della presenza militare s’inizi col tagliare la nostra caserma. Un’eventualità che ho cercato di scongiurare negli incontri con i rappresentanti del comando militare e del ministero. La Sardegna chiede un alleggerimento delle basi impegnate in esercitazioni e simulazioni di guerra, non certo di un presidio di trasmissioni, la cui vita e attività è di tutt’altro tenore».
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