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Nuoro

Una volta il venerdì c’era l’assalto dei visitatori

Affollato, ricco e variegato. C'era una volta il mercatino del venerdì. Alle prime luci dell'alba, ricordano con un pizzico di nostalgia alcuni ambulanti di vecchia data, la centralissima piazza...

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Affollato, ricco e variegato. C'era una volta il mercatino del venerdì. Alle prime luci dell'alba, ricordano con un pizzico di nostalgia alcuni ambulanti di vecchia data, la centralissima piazza Mameli si animava con centinaia di banchi colorati che facevano da contorno al cuore pulsante del commercio nuorese: il mercato civico. Erano tempi d'oro. Con i banchi presi d'assalto da centinaia di massaie alla ricerca del prodotto migliore al prezzo più basso. «A quei tempi eravamo tantissimi e la piazza nuorese era una delle più ambite della Sardegna perché attirava persone da tutta la provincia — racconta Franco Biosa, ex presidente degli ambulanti di Confcommercio e commerciante itinerante dal 1968 — . Chi si aggiudicava lo spazio, sapeva di fare affari e così era anche per i clienti che potevano trovare di tutto a prezzi concorrenziali. Poi nel 2004 la chiusura del Mercato civico per i presunti lavori di ristrutturazione e riqualificazione (iniziati solo quattro anni dopo ) e un fiume di denaro pubblico buttato per qualcosa che nessuno voleva». Con il conseguente trasferimento del mercatino del venerdì prima in via Brigata Sassari — dove gli affari andavano bene — e poi a Sa Terra Mala, dove c’era stata la rivolta per l'inadeguatezza del luogo. «Ci avevano promesso di attrezzare l'area – raccontano altri ambulanti — ma alla fine erano stati solo sistemati due alberelli». Neanche via Montale, a due passi da piazza Veneto, era riuscita a rianimare il vecchio e agonizzante mercatino del venerdì, ora incastonato nel bel mezzo di piazza Vittorio Emanuele e ridotto ai minimi storici con appena sette ambulanti su 19 presenti. «Qui non viene più nessuno — commenta Giuseppe Benzi, componente del direttivo ambulanti di Confesercenti —. Insieme agli amministratori dobbiamo cercare soluzioni valide». Anche per Giuseppe e Nicola Sulas, con alle spalle oltre 45 anni di commercio ambulante, la soluzione sembra una sola: «Andare via». (st.vat.)

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