Desulo, dopo gli abbattimenti scatta la solidarietà dei pastori
Sarà ricostituito il branco di maiali dell’anziano allevatore, l’unico colpito dal blitz anti-peste suina Intanto in paese la tensione è alle stelle, il sindaco Gigi Littarru e la giunta sono pronti a dimettersi
DESULO. Tensione a mille dopo l’abbattimento di 23 maiali, operato dalla task force dell’unità di progetto regionale incaricata dal governo Pigliaru di eliminare il problema peste suina africana. E, secondo i dettami della giunta e del consiglio regionale, l’unico metodo per cancellare la patologia è il vuoto biologico. Quindi tutti i maiali non regolari, sani o meno, devono essere abbattuti. Ormai la giunta Pigliaru ha deciso per la linea dura e impiegherà tutti i mezzi necessari per ottenere il rispetto della legge votata dal consiglio regionale.
Ieri diversi allevatori hanno deciso di macellare i propri suini. Una sorta di “auto abbattimento” per evitare i blitz della task force regionale. Da venerdì notte poi si sono susseguite riunioni di allevatori e gente comune; pur concordando tutti, allevatori in primis, con l’idea di mettere regole all'allevamento del bestiame, l’atteggiamento della Regione viene visto come una prevaricazione. Perché è giunto dopo incontri con esperti di enti regionali per regolarizzare i suini e favorire l’insediamento di giovani allevatori. Le bocche sono cucite, ma nei fatti la risposta è evidente. Ovvero totale solidarietà all’anziano pastore al quale sono state abbattute le ventitré scrofe. Sostenuti anche da colleghi dei centri vicini, i pastori si sono proposti di ricostituire per lui il branco di suini. Un gesto simbolico molto forte.
Altro ausilio arriva dalle parole del sindaco di Ollolai, Efisio Arbau, che ha condannato duramente il blitz della Regione. «A Desulo – scrive Arbaru sul suo profilo facebook – l'emblema del fallimento del piano peste suina. Fanno riunioni con il sindaco, che si espone anche fisicamente, gli allevatori e i dipendenti dell'agenzia Laore che conoscono il territorio prendono impegni per fare cose importanti e poi, a sorpresa e tradendo la fiducia di chi poteva risolvere il problema, si uccidono animali sani in via di regolarizzazione».
Gli amministratori locali si ritengono “espropriati di ogni facoltà”. Sono parole di Francesco Gioi, assessore all’agricoltura, che ieri ha parlato «di chiara sconfitta per la linea di collaborazione e di speranze tradite della gente».
La solitudine del sindaco Littarru era evidente. Ieri si era parlato anche delle dimissioni della giunta comunale. In tanti hanno chiesto la testa di Gigi Littarru, anche per le sue simpatie pro parco. L’interessato preferisce non rilasciare ulteriori dichiarazioni. Attende di incontrare la Regione. «Siamo per il rispetto della legge e della legalità – dice il sindaco Littarru – ma la Regione non può risolvere un problema di quarant’anni in pochi giorni e soprattutto senza farsi vedere fisicamente da queste parti. Ho parlato a lungo col presidente Pigliaru ieri. Lunedì andrò a Cagliari».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
