L’orgolese Elias è sparito nel 2008
L’inchiesta è stata archiviata, ma i familiari non si arrendono: «Diteci dov’è finito»
ORGOSOLO. “Chi sa parli”. Le parole della giovane sorella di Salvatore Elias si trasformano in una supplica, una preghiera, l’ennesima, rivolta con il cuore in mano a quanti potrebbero aver visto o sentito qualcosa, ma non hanno mai dato notizie. Non si dà pace Nicoletta Elias. Da quella notte di fine agosto del 2008 la sua vita è cambiata inaspettatamente. La notte a cavallo tra il 25 e il 26 agosto, il fratello Salvatore è scomparso nelle campagne di Pili Setzida, al confine dei territori tra Bosa e Villanova Monteleone. Di lui, allevatore quarantunenne, non si hanno più avuto notizie dalla mezzanotte e venti. Ricerche, speranze, delusioni e appelli lanciati sui giornali e nei programmi televisivi non sono serviti a niente. Di fronte un muro di silenzio, duro da abbattere. Invalicabile. «Basterebbe una lettera anonima, una telefonata, un messaggio. Potrebbero contattare direttamente noi o le forze dell’ordine del nostro paese» dice Nicoletta Elias in lacrime.
Un qualche elemento, un appiglio, un particolare anche apparentemente insignificante potrebbe servire a molto. Da quei maledetti giorni sono passati anni, pesanti come macigni, mentre l’angoscia, il dolore e l’incertezza prendevano posto nell’animo di una famiglia che chiede di conoscere solamente la verità: sapere quale sorte sia toccata all’allevatore orgolese, al quale non è mai stata riconosciuta una degna sepoltura.
Le indagini, coordinate dalla Procura di Oristano, non hanno dato alcun esito: è di qualche giorno fa la notizia dell’archiviazione dell’inchiesta. Una decisione che ha lasciato sgomenti i familiari. Un colpo durissimo per chi ha visto la propria esistenza sconvolta e attende da oltre sette anni una risposta.
Salvatore Elias lavorava alle dipendenze di un’azienda agricola, nel territorio di Montresta. Conosciuto da tutti come una persona buona, dal carattere affabile e gentile, tra le sue frequentazioni annoverava un lungo elenco di amici e di persone che gli volevano bene. Eppure, sul finire dell’estate 2008, di quest’uomo giunto dalla Barbagia si perdono le tracce per sempre. Un addio non certamente volontario. L’esistenza di un pastore, che viene come a congelarsi per sempre, non dando più segni di sé, rimanendo quasi sospesa.
È stato raccontato di un fuoristrada grigio visto arrivare nel podere diversi minuti dopo le ventiquattro, per poi scomparire, facendo perdere le proprie tracce. Chi è andato a prendere Salvatore? Per portarlo dove? Questa circostanza convince poco i famigliari, che hanno sempre ritenuto l’episodio non verosimile. Hanno voluto, pertanto, seguire passo passo l’evolversi dei rilevamenti, condotti dai carabinieri di Macomer. Le battute del territorio, l’utilizzo di mezzi sofisticati, l’impiego dei cani. Tutto inutile.
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