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Rinviata ancora la decadenza del consigliere assenteista

BOLOTANA. Doveva essere dichiarato decaduto dalla carica di consigliere comunale di Bolotana per eccesso di assenteismo. Invece, Giovanni Cherchi, l’ex candidato sindaco della lista di minoranza...

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BOLOTANA. Doveva essere dichiarato decaduto dalla carica di consigliere comunale di Bolotana per eccesso di assenteismo. Invece, Giovanni Cherchi, l’ex candidato sindaco della lista di minoranza “Progetto e sviluppo”che da quattro anni non partecipa alle sedute del consiglio comunale, rimarrà consigliere comunale, mentre Maria Giovanna Cocco, prima dei non eletti e già pronta a subentrargli, rimarrà privata cittadina. Sembra quasi un paradosso. Eppure il consiglio comunale, che nella seduta dell’altro ieri aveva due soli punti all’ordine del giorno ed entrambi riguardanti il consigliere assenteista (decadenza e surroga del consigliere Cherchi), ha deciso di non decidere. Così decadenza e surroga sono state rinviate a data da destinarsi e, quella sedia, in consiglio comunale, continuerà a rimanere vuota. Alla faccia dello statuto comunale che prevede la decadenza dopo quattro assenze ingiustificate consecutive. La proposta di rinvio, fatta dalla maggioranza e accolta all’unanimità, è stata motivata con l’assenza (giustificata) del consigliere del gruppo di opposizione Zente noa, Fabrizio Tanchis, che, lo scorso anno, presentò ben due mozioni, una ad aprile e una a ottobre, per chiedere la decadenza e la surroga di Giovanni Cherchi. «Senza il consigliere che l’ha proposta – è stato detto dai banchi della maggioranza – la mozione non può essere illustrata». Tutti d’accordo e seduta tolta. Peccato, però, che il consigliere di Zente noa la sua proposta l’avesse illustrata in un documento allegato alla mozione presentata il 18 aprile 2015. «La proposta – scriveva Tanchis nella nota illustrativa – ha origine dalla situazione venutasi a creare all’interno del consiglio comunale successivamente alla proclamazione del consigliere Cherchi: il progressivo accumulo delle assenze ha di fatto cagionato un deficit della rappresentanza democratica, in primo luogo per i cittadini che alle ultime elezioni hanno espresso il proprio voto per la lista “Progetto e sviluppo” e in secondo luogo per la cittadinanza e la comunità nel suo complesso. La surroga – concludeva la nota – ha lo scopo di assicurare al consiglio pluralità di voci». (f.s.)

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