Bullismo, i genitori disertano l’incontro con il vicequestore
Solo insegnanti e studenti hanno affrontato il problema Allarmanti i dati dell’Osservatorio provinciale sul fenomeno
NUORO. «Sono certo che tanti di voi pensano che in questa scuola non ci siano bulli o non ha il coraggio di ammetterlo. Vi garantisco il contrario. Proprio pochi minuti fa, un vostro compagno ha subito un atto di prepotenza: gli hanno lanciato dalla finestra lo zainetto, che è finito fuori dalla scuola in mezzo alla strada. Anche adesso, in questa sala secondo i dati dell’Otb (Osservatorio territoriale sul bullismo) uno su tre è vittima di bullismo». Platea di studenti attonita quella che, durante un incontro-lezione anti-bullismo promosso dalla preside dell’Istituto tecnico commerciale di via Toscana, ha ascoltato Fabrizio Mustaro, vice questore aggiunto della polizia e coordinatore dell'Osservatorio, nato nel febbraio 2007 su iniziativa della Questura di Nuoro per la promozione e il coordinamento di tutte le attività di contrasto del fenomeno bullismo.
Un confronto a scuola, a tu per tu con gli studenti, dopo la grave vicenda che ha visto come protagonista una dodicenne, marchiata dai suoi coetanei come porta jella. «Con tanto stupore ho letto sui quotidiani che il caso della dodicenne potrebbe essere inquadrato nel tema più generale del sessismo: non c'entra niente – ha sottolineato Mustaro –. Così si alimenta solo il fraintendimento. Le vittime sono maschi e femmine, senza alcuna distinzione. Anzi, i dati dimostrano che è in aumento il bullismo al femminile. Le prepotenze si stanno sempre più tingendo di rosa e hanno forme sottili di cattiveria che si evidenziano nel dominio psicologico su compagne e compagni più fragili e vulnerabili. A differenza dei maschi, le ragazze mettono in atto questi comportamenti in gruppo, alimentando le maldicenze, gli insulti e isolando la vittima dai contesti sociali frequentati dai coetanei».
Secondo i dati dell’Otb, ogni quattro giorni nelle scuole nuoresi si registra un atto di bullismo. Dall’inizio dell’anno sono decine i casi persecutori e di violenze segnalati alla Questura. Che sempre più frequentemente si trova a che fare con bambini di 9 o 10 anni vittime di episodi di bullismo. Quattro bambini su 10 delle scuole elementari dichiarano di aver subito comportamenti molesti da parte dei coetanei, mentre lo confessa il 22,4 per cento nelle scuole medie. In caduta libera l’età media in cui si registrano i primi atti di bullismo, confermati dall’Osservatorio, che ha messo in luce come i primi atti avvengano già in prima elementare. «Nelle scuole manca l'intelligenza, ma non quella che serve per andare bene a scuola ma quella emotiva.Il bullismo è sempre esistito, ma prima c'erano gli anticorpi rappresentati dagli adulti, dai compagni di classe, dagli amici che spezzavano la diabolica catena. Due parole vi devono rimanere impresse da questo incontro – ha concluso Mustaro –: raccontare e sofferenza».
L'incontro della mattina ha fatto da apripista a quello con genitori e insegnati in serata. «Purtroppo la partecipazione delle famiglie è stata esigua – ha spiegato Fabrizio Mustaro –. Mentre numerosa quella degli insegnanti. Questo ci fa riflettere molto e capire che la strada che la scuola deve seguire è indipendente dalle famiglie. Il primo intervento da avviare quindi riguarda i progetti contro il bullismo che gli istituti scolastici devono attuare al più presto. Abbiamo chiesto aiuto alla Fondazione Banco di Sardegna, dove abbiamo presentato un progetto».
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