La Nuova Sardegna

Nuoro

LA PROPOSTA

Conferenza di servizi tra Asl, scuole ed enti locali

di Tito Giuseppe Tola

NUORO. Una conferenza di servizi con l’Asl, le istituzioni scolastiche, la Provincia (o ciò che resta), i servizi sociali dei Comuni e i responsabili dei Plus del Nuorese per vedere insieme quali...

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NUORO. Una conferenza di servizi con l’Asl, le istituzioni scolastiche, la Provincia (o ciò che resta), i servizi sociali dei Comuni e i responsabili dei Plus del Nuorese per vedere insieme quali strumenti mettere in campo per combattere il bullismo ed educare i giovani al rispetto dei coetanei. Il sindaco di Macomer, Antonio Succu, nel ruolo di presidente della Conferenza socio sanitaria territoriale della Asl di Nuoro convocherà a breve un tavolo con tutti i soggetti interessati per decidere come muoversi e quali strumenti attivare. In pratica rilancia la proposta del capo della Squadra mobile della Questura di Nuoro, Fabrizio Mustaro, di istituire dei centri di ascolto nelle scuole, ma con qualche elemento in più che contribuirebbe ad arricchirla con professionalità ed esperienze diverse, anche esterne alla scuola. L’idea sarebbe quella di chiedere aiuto ai consultori, anche con un accesso settimanale da attivarsi nei principali plessi scolastici. Presso i consultori operano psicologi e assistenti sociali che potrebbero dare un aiuto importante ai ragazzi. «Il dottor Fabrizio Mustaro – dice Antonio Succu – si occupa di bullismo da tanto tempo, da quando molti non avevano la cognizione e la dimensione della gravità del fenomeno. Ha lavorato con un’opera significativa di sensibilizzazione e prevenzione fra ragazzi e insegnanti delle scuole nuoresi. È per questo, al di là dell’indiscussa competenza professionale, che mette in campo una proposta estremamente interessante».

Succu ritiene che i centri di ascolto nelle scuole debbano aveva il carattere di «presenza costante e istituzionalizzata». Propone, in pratica, l’attivazione di sportelli permanenti che siano un punto di riferimento per i ragazzi che finiscono nel mirino dei “bulli”. Un problema per la loro attivazione potrebbe essere quello dei costi. «Non mi si venga a dire che non ci sono risorse – puntualizza a questo proposito Antonio Succu –, abbiamo nel nostro territorio istituzioni con personale specializzato, psicologi, assistenti sociali e altro che potrebbero svolgere questo compito con una riorganizzazione delle funzioni che svolgono attualmente. Non dimentichiamoci che abbiamo sul territorio consultori, Csm, Serd, servizi Npi, servizi sociali comunali e provinciali, associazionismo socio sanitario e altro. Se avessimo la capacità di mettere in rete questa grande risorsa, potremo dare un contributo alla cura di questa piaga che si chiama bullismo».

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