Casa di riposo, due rinvii a giudizio
La direttrice Rossana Serra e il presidente Gianluca Masala dovranno comparire davanti ai giudici della Corte d’Assise
NUORO. Compariranno davanti alla Corte d’Assise del tribunale di Nuoro, Rossana Serra e Gianluca Masala, rispettivamente direttrice della “Residenza Familia” e presidente dell’associazione “Anni d’oro” che gestisce la struttura di via Aosta. Ieri mattina il presidente della sezione civile del tribunale di Nuoro, Riccardo Massera, in qualità di gup ha rinviato a giudizio i due imputati difesi dagli avvocati Francesco Carboni e Michele Fenudi, mentre la moglie e i figli di uno dei pazienti, Stelio Giuliani, si sono costituiti parte civile attraverso l’avvocato Nazarena Tilocca.
Serra e Masala sono accusati, in concorso fra loro, di abbandono di persone incapaci e somministrazione di farmaci scaduti, oltre che di omicidio colposo per il decesso di una paziente. Dovranno inoltre rispondere dell’omissione delle misure di sicurezza riscontrate dagli inquirenti e certificate dai vigili del fuoco nel centro di via Aosta, ma anche della mancata predisposizione di adeguato personale all’interno della struttura sia sotto il profilo della professionalità sia sotto quello del numero. Stando a quanto emerso dall’inchiesta della squadra mobile di Nuoro, coordinata dal vice questore Fabrizio Mustaro, infatti, sia gli infermieri che il personale O.S.S. oltre ad essere insufficienti, spesso venivano impiegati per la somministrazione di farmaci ai pazienti. Non solo, non avendo mezzi sufficienti (nella struttura scarseggiavano detergenti, catini, spugne), gli stessi non potevano assicurare l’igiene e la pulizia dei degenti. Condotte queste che per il pubblico ministero Giorgio Bocciarelli avevano determinato una concreta situazione di pericolo per i pazienti che si lamentavano con i familiari di cure inadeguate, pasti insufficienti, scarsa idratazione, tant’è che spesso sarebbero stati trovati con piaghe e in precarie condizioni igieniche. A conferma delle accuse mosse nei confronti dei due imputati, la procura ha contestato loro quattro episodi che aggraverebbero ulteriormente la loro posizione. Il primo episodio era stato denunciato da Stelio Giuliani, appunto: l’ospite della casa di cure aveva riportato lesioni guaribili in 30 giorni, causategli da un dipendente della struttura (mai rimosso dall’incarico nonostante le continue lamentale anche da parte di altri pazienti), che in modo maldestro avrebbe cercato di contenere comportamenti ritenuti violenti. Da questa denuncia sarebbe partita l’inchiesta dalla quale sarebbe emersa la responsabilità degli imputati che ora dovranno comparire davanti alla Corte d’Assise.
Episodi gravi che avvalorerebbero l’ipotesi dell’accusa: come il caso di una paziente morta suicida, lanciandosi dalla finestra del quarto piano della casa di riposo. Secondo il pm sia la mancanza di personale anche nelle ore notturne, sia il fatto di non aver assicurato sistemi di sicurezza nelle stanze in cui accedevano liberamente i pazienti, aveva agevolato la morte della donna. Ma anche l’episodio di un’altra paziente trovata a vagare in stato confusionale all’interno di un palazzo di viale Repubblica. O ancora la storia dell’anziano (deceduto il 4 settembre del 2013): appena cinque giorni dopo essere stato prelevato dalla Residenza Familia era finito in ospedale, tra l'altro, in uno stato di grave disidratazione. Ma il lungo elenco dei reati a carico di Rossana Serra e Gianluca Masala si conclude con l'accusa di aver somministrato ai pazienti della struttura farmaci scaduti che sarebbero stati trovati nell'armadio, insieme ad altri prodotti in corso di validità e in parte utilizzati.
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