La Deledda? Una risorsa per il futuro della città
Debutta l’associazione Beyond Thirty-Nine, un ponte tra la Barbagia e il mondo Offeddu: «La Regione dovrebbe investire sulle traduzioni, pessime in inglese»
NUORO. Creare un ponte tra il capoluogo della Barbagia e il resto del mondo. Riuscire a capitalizzare, finalmente, una risorsa dal valore incommensurabile quale è Grazia Deledda, così da portare il resto del mondo ai piedi dell’Ortobene. Chi non lo conosce bene può scambiarlo per un visionario, ma Ciriaco Offeddu, ingegnere-scrittore nuorese da anni di casa a Hong Kong, ha già dimostrato che quel sogno è possibile. Anche sabato sera, tra i tavolini del caffè letterario Nobel 26, all’Exmè, in una serata intensa in cui presentava la neonata sezione sarda dell’associazione culturale Beyond Thirty-Nine, ma anche il suo ultimo libro, "Zia Suelita e il Progetto del Diavolo", ha fatto intravedere ai tantissimi nuoresi accorsi ad ascoltarlo le infinite potenzialità insite nella loro città. Ad una condizione, però: che ci si apra al resto del mondo, in un progetto di ampio respiro che faccia dell’internazionalizzazione il suo faro.
«Quando, all’università di Hong Kong – racconta Offeddu –, dissi che provenivo dalla città dell’unico premio Nobel donna per la letteratura italiana, la prima volta mi presero per mitomane. Poi, quando appurarono che non scherzavo, la loro reazione fu ancora più scandalizzata: tutte queste persone estremamente colte e abituate a confrontarsi con tutto il mondo, non si capacitavano del fatto che Nuoro non sia mai riuscita a “comunicare” questo suo essere capitale letteraria, patria dell’unica scrittrice italiana insignita del Nobel».
Per fortuna, in questi ultimi anni, a rimediare al gap ci ha pensato lo stesso Offeddu. Dapprima organizzando una serie di eventi proprio nella metropoli dell’estremo Oriente (rassegna di film deleddiani, commedia sulla vita della scrittrice, convegno letterario internazionale), poi portando i cinesi a Nuoro – «li ho visti piangere di commozione, una sera, nel cortile incantato della casa natale di Grazia» – e, di recente, realizzando un premio internazionale e aprendo un’associazione culturale che lavori per convogliare energie e contatti internazionali a Nuoro. I presupposti ci sono, dunque, ma il lavoro, lascia intendere Offeddu, non è semplice.
Sono almeno due, a detta di Offeddu, i limiti che scoraggiano il progetto di rendere la Deledda internazionale, soprattutto nel mondo della egemonica cultura di lingua anglosassone: la prefazione di David H. Lawrence al romanzo “La madre”, che la limita e la distrugge, e la mancanza di adeguate traduzioni: «Quelle inglesi della texana Martha King sono addirittura criminali». Con una ulteriore frecciata alle istituzioni locali: «Ho letto con piacere che la Regione Sardegna intende celebrare questo 2016, ottantesimo anniversario della morte e novantesimo dall'assegnazione del premio Nobel, con la pubblicazione dell’opera omnia della scrittrice, ma forse sarebbe stato più opportuno e proficuo investire in un grande progetto di traduzione delle opere».
Nella seconda parte della serata, allietata dai canti del coro Grazia Deledda, Miriam Zucchiatti e Gavino Poddighe – più nuoresi di molti nuoresi di nascita – hanno presentato l’ultima libro di Ciriaco Offeddu, "Zia Suelita e il Progetto del Diavolo", un romanzo ambientato in Argentina (terra che ha ospitato migliaia di immigrati sardi), in cui i primi lettori hanno già intravisto il benefico influsso del realismo magico sudamericano. (g.c.)
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