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«Teatro chiuso per colpa della giunta»

«Teatro chiuso per colpa della giunta»

Macomer, il circolo Pd interviene nella polemica sulla stagione teatrale della Cedac

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MACOMER. Il circolo Pd di Macomer interviene con una nota per sottolineare le osservazioni mosse da una spettatrice di Oristano alla scelta di adattare il padiglione Tamuli a spazio teatrale per salvare la stagione di prosa del Cedac sottolineando che «la spettatrice ritiene che il padiglione Tamuli sia assolutamente inadatto sia sotto il profilo acustico che visivo, per non parlare delle sedie improponibili». Il Pd rimarca ancora che l’assessore alla Cultura, dopo aver affermato che la soluzione trovata ha garantito continuità al cartellone, si è poi rammaricata che lo sforzo per salvare la stagione non sia stato apprezzato. «Essa dimentica – prosegue la nota – che le scelte sbagliate della giunta hanno determinato la chiusura del Costantino, unico teatro nel Marghine e Planargia. Le opposizioni, per scongiurarne la chiusura, hanno avanzato in Consiglio la proposta di stipulare una convenzione con i proprietari del teatro per 14 mila euro, pari alle tasse comunali pagate annualmente per l’immobile. Proposta respinta. Il risultato è che la città non ha più uno spazio per gli spettacoli teatrali e non introiterà neppure i 14 mila euro dal momento che il locale è stato chiuso». Replica l’assessore Tiziana Atzori precisando che «la sala è stata scelta proprio dal Cedac e non è un capannone da fiera, ma una sala espositiva che ha ospitato negli anni decine e decine di manifestazioni culturali di livello». Spiega infine che quello che lo spettatore paga «non è il corrispettivo di un bene materiale» come «la comodità di una sedia imbottita (che comunque garantiremo), non è il calduccio di un riscaldamento (che comunque abbiamo garantito), ma il contributo per quelle compagnie che portano la cultura ovunque anche nei luoghi più marginali e talvolta scomodi come Macomer». Conclude ricordando che per salvare il Costantino si è fatto tutto il possibile, ma di fronte a un muro non è stato possibile andare oltre. (t.g.t.)

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