Soddu, appello ai sindaci: «Uniamoci o moriremo»
Ieri un incontro per discutere dei nuovi assetti previsti dalla legge regionale L’idea è costituire una rete urbana e accedere così ai finanziamenti comunitari
NUORO. A un mese esatto dalla approvazione della legge regionale di riforma degli enti locali, ieri i sindaci di 15 comuni del Nuorese, su invito di Andrea Soddu, si sono riuniti nell’aula consiliare del Comune per decidere cosa fare da grandi. La legge regionale sugli enti locali, tanto contestata, classifica Nuoro come città media e le dà la possibilità di dar vita alla Rete urbana, una sorta di super unione di tutti i 52 comuni del Nuorese. «L’alternativa – ha avvertito Andrea Soddu – è quella di essere condannati alla marginalità, schiacciati tra i due poli forti: Sassari al nord e Cagliari al sud. Uniamoci o saremo condannati a morte». Con la rete urbana il Nuorese avrebbe una maggiore forza contrattuale e potrebbe accedere ai finanziamenti comunitari del piano Por-Fesr del 2014-2020.
Quello di ieri è stato un incontro interlocutorio. Le decisioni si dovranno prendere nelle prossime settimane. La nuova geografia politica, infatti, dovrà prendere forma entro la metà di maggio. Nonostante l’importanza del tema, però, ieri hanno partecipato alla riunione solo 15 sindaci, su 52 comuni. «Siamo troppo pochi – ha detto Soddu –, mi auguro che tutti si rendano conto che questa decisione condizionerà il futuro del nostro territorio». Un territorio che, hanno protestato i sindaci, ha perso ogni potere di contrattazione politica. «Questa legge ha distrutto la Sardegna centrale». Ed è per questo che in tanti credono che l’unica soluzione sia costituire la Rete urbana, con Nuoro comune capofila. Una Rete urbana che dovrebbe coincidere con i confini dell’attuale provincia di Nuoro (Ogliastra compresa) e sostituirsi ad essa, se dovesse essere abolita dal referendum costituzionale sulla riforma Boschi in programma ad ottobre.
«Con la rete urbana potremmo ottenere i finanziamenti comunitari e costruire un soggetto politicamente forte. In questo modo non andremo a Cagliari col cappello in mano – ha ribadito Soddu– Se vogliamo portare avanti la battaglia per ottenere la zona franca dobbiamo farlo tutti insieme. Se invece restiamo divisi non c’è più alcuna speranza per il Nuorese».
Anche per il sindaco di Oliena Martino Salis non ci sono alternative. «Siamo in una strettoia, in un vicolo cieco, dobbiamo unirci per riconquistare quella centralità che ci siamo fatti togliere. L’ipotesi della rete urbana è l’unica percorribile: dobbiamo restare uniti, non abbiamo scelta». D’accordo anche il sindaco di Lula Mario Calia: «La rete urbana è l’unico modo per non sparire e fare le rivendicazioni necessarie per questo territorio». Amaro il commento del sindaco di Dorgali Angelo Carta: «Oggi qui ci sono solo 15 sindaci. Il problema non è la legge approvata a Cagliari, ma siamo noi. Dobbiamo convincere anche gli altri 37 sindaci che o si resta insieme o si muore». (g.z.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google