Cure per l’anoressia, il caso finirà sul tavolo della Procura
NUORO. L’Asl, dal canto suo, ha spiegato di aver fornito e di continuare a fornire alla paziente affetta da anoressia tutte le cure e l’assistenza necessarie e che la struttura dove lui vorrebbe...
NUORO. L’Asl, dal canto suo, ha spiegato di aver fornito e di continuare a fornire alla paziente affetta da anoressia tutte le cure e l’assistenza necessarie e che la struttura dove lui vorrebbe portare la sorella non risulta convenzionata con l’azienda sanitaria, ma Antonello Contini, evidentemente, non ha alcuna intenzione di fermarsi. Circondato da un gruppo di amici, sostenuto anche dall’associazione Onda rosa, vicino allo striscione di protesta che ha appeso davanti alla sede dell’Azienda sanitaria, in via Demurtas, il giovane di Ottana ieri mattina lo spiega a chiare lettere che farà di tutto perché la sorella riceva le cure di cui ha bisogno in un centro specializzato per i disturbi alimentari. E aggiunge anche che porterà la questione in Procura.
«Il punto – spiega – è che purtroppo nessuno vuole ammettere che qui nel Nuorese e in Sardegna non esistono strutture specializzate nella cura e nell’assistenza di persone affette da disturbi alimentari. Mia sorella ne soffre da più di 20 anni e sinora è riuscita a fare progressi solo quando è andata in centri fuori dall’isola, come stiamo chiedendo adesso. Ma perché negli anni passati l’Asl ci ha rimborsato queste cure e adesso invece si rifiuta di farlo? Non è giusto. Per questo ho già consultato un avvocato e porteremo la vicenda in Procura».
«L’Asl – aggiunge Contini – dice che sta seguendo mia sorella nel modo più adeguato – ma le cose non stanno così perché la Psichiatria non è una struttura specializzata e in ogni caso, nel centro dove noi porteremo mia sorella, vicino a Parma, si dà un sostegno anche alla famiglia. Ho chiesto a loro e mi hanno detto che sono convenzionati, quindi non riesco a capire per quale motivo l’Asl nostra si rifiuti di pagarci le cure. Per ora mia sorella la porteremo lì a nostre spese, ma la questione non finisce qui. Siamo pronti ad andare in Procura». (v.g.)
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