Asl, radiologia d’urgenza costretta a ridurre i servizi
Solo 3 i medici: non potranno più garantire l’operatività per 24 ore ma solo per 12 La riduzione degli organici è il primo effetto dei tagli dell’assessorato regionale
NUORO. Prime ripercussioni dai tagli alla sanità. La Radiologia interventistica è rimasta con soli tre specialisti in organico e da oggi non potrà più garantire il servizio 24 ore su 24. L’operatività sarà quindi ridotta a 12 ore e un giorno alla settimana, per permettere il riposo dei tre medici, potrebbe essere ridotto ulteriormente.
I tagli regionali imposti dai conti in rosso della sanità hanno quindi avuto una prima pesante ripercussione su Nuoro.La sanità nuorese, che già sta tremando a causa della spada di damocle pendente sul project financing, rischia veramente un drastico ridimensionamento. E a pagare saranno gli utenti. La Radiologia interventistica è tra i reparti più operativi dell’Asl 3 ed è sempre sotto pressione anche per le richieste provenienti dalle altre Asl sarde che si rivolgono agli specialisti nuoresi per prestazioni di estrema delicatezza che al San Francesco vengono erogate da tempo.
Il drastico ridimensionamento della Radiologia è stato causato dalle mancate risposte da parte dell’assessorato regionale alla Sanità alle richieste di adeguamento degli organici inoltrate dai vertici dell’Asl 3. Dalla direzione dell’azienda sanitaria nuorese sono partite più volte, addirittura dai primi di dicembre dello scorso anno, diverse richieste di assunzione di radiologi per sopperire ai pensionamenti e ai trasferimenti di specialisti in altre Asl. Inizialmente da Cagliari non sono neppure arrivate risposte, poi qualche settimana fa dalla direzione generale dell’assessorato è stata recapitata all’Asl di Nuoro (in fotocopia le stessa determinazione sarebbe stata inviata anche a Oristano e Olbia), una laconica risposta firmata dal direttore generale della Sanita regionale. «...eventuali criticità non possono essere risolte tramite provvedimenti che comportino un aggravio di spesa per il Servizio sanitario regionale ma che, al contrario, devono essere verificate soluzioni organizzative da adottarsi a parità di risorse, compresa l’eventuale chiusura dei reparti...»
Una risposta che ha lasciato di stucco i dirigenti dell’Asl, che hanno comunque dovuto provvedere a garantire i servizi con organici ridotti all’osso. Scatenando la rivolta dei primari dei vari reparti, costretti a lavorare in condizioni sempre più difficili e quindi a non poter più garantire la piena operativa e rispettare le liste d’attesa, con tempi destinati inesorabilmente ad allungarsi.
Se la Radiologia diagnostica è stata costretta a tagliare il servizio garantendo soltanto l’operatività per 12 ore, tagli nell’erogazione delle prestazioni ai pazienti sono stati fatti in quasi tutti i reparti. E la situazione è destinata ad aggravarsi se dall’assessorato regionale alla Sanità non arriveranno indicazioni precise per sopperire alla gravissime carenze di personale. (plp)
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