Badu ’e Carru, scoppia la protesta
Un comitato di orgolesi: «Il ponte è danneggiato dall’alluvione del 2013, intervenga il prefetto»
NUORO. Dal tristemente celebre 18 novembre 2013, ogni volta che la pioggia cade copiosa sul terreno, sono costretti ad assistere al solito copione: il guado si ingrossa, ingurgita come un bambino famelico la stradina vicina al ponte danneggiato di Badu ’e Carru, nella strada comunale che si apre nella piana di Locoe, nella zona di Su Suni, e impedisce a decine di orgolesi, automobilisti barbaricini e allevatori di percorrere quel tratto di strada comunale per recarsi nei loro terreni e dal loro bestiame. E li costringe a percorrere una ventina di chilometri in più quando invece, se il ponte fosse percorribile, ne basterebbero davvero molti meno, per raggiungere la loro destinazione.
L’ultima volta è stata appena pochi giorni fa: la pioggia cade, il guado si ingrossa, e la strada è di nuovo ko. Ma stavolta, gli orgolesi hanno deciso di protestare in modo pubblico e deciso. Dopo aver raccolto 316 firme e chiesto l’intervento del prefetto Giovanni Meloni, dell’ex sindaco Dionigi Deledda e del commissario prefettizio, Felice Corda, adesso lanciano una sorta di appello perché il ponte di Badu ’e Carru, dopo tante promesse cadute nel vuoto, possa finalmente essere risistemato.
«Quel ponte – racconta un loro portavoce, Ananio Crissantu – è stato danneggiato durante l’alluvione del 18 novembre 2014, causando innumerevoli disagi alla nostra comunità e agli altri paesi vicini. Noi siamo convinti che la struttura del vecchio ponte sia ancora integra e che sia sufficiente ripristinare nuovamente la parte superiore, mentre sulla sponda destra scavata dalla piena del fiume si potrebbe appoggiare una nuova arcata al vecchio ponte. Siamo sicuri che con una modesta spesa si possa risolvere il problema».
Basterebbe davvero poco, dunque, secondo i calcoli fatti dal gruppo spontaneo di orgolesi che hanno firmato l’appello, per rendere di nuovo percorribile da tutti, anche in caso di pioggia, il ponte di Badu ’e Carru.
«Un mese fa – racconta ancora Ananio Crissantu che segue il gruppo insieme al compaesano Franco Buesca – abbiamo raccolto le firme di una petizione consultiva, chiedendo al prefetto e al sindaco un incontro con una nostra delegazione in merito alla sistemazione del ponte. Durante l’incontro ci è stato spiegato che l’amministrazione comunale, un anno prima, aveva presentato un progetto preliminare all’ente preposto all’autorizzazione, che era stato bocciato. Secondo il sindaco volevano la demolizione del vecchio ponte. L’opera sarebbe venuta così a costare due milioni e mezzo di euro, e con 360mila euro a disposizione, non si poteva certo andare avanti». Il comitato spontaneo, tuttavia, non si arrende e chiede lumi al Genio civile. «E lì – spiegano Crissantu e Buesca – ci viene detto che il Comune aveva presentato un progetto preliminare per sistemare il ponte ma era stato bocciato perché non era fattibile». Il commissario Felice Corda ha spiegato ai componenti del comitato che i soldi a disposizione per il progetto, allo stato attuale, non sarebbero sufficienti. «Noi ci chiediamo: ma un’opera del genere non dovrebbe essere considerata un’opera straordinaria?».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
