Svolta a Orgosolo, i pastori sono pronti a mettersi in regola
ORGOSOLO. Peste suina: prosegue il dialogo con gli allevatori. Un gruppo di pastori sottoscrive un documento di impegno, attraverso il quale si sostiene la causa di debellamento dell’epidemia. E lo...
ORGOSOLO. Peste suina: prosegue il dialogo con gli allevatori. Un gruppo di pastori sottoscrive un documento di impegno, attraverso il quale si sostiene la causa di debellamento dell’epidemia. E lo scritto con le buone intenzioni è stato consegnato direttamente nelle mani del commissario straordinario dai firmatari della dichiarazione. Il dialogo, fortemente sostenuto da Felice Corda, sembrerebbe dare i suoi frutti. Ha così incassato la fiducia di quanti finora avevano respinto tutti i tentativi di regolarizzazione. A pesare, in particolare, è la condizione di quanti, non avendo terreni di proprietà , utilizzano le terre gravate da usi civici sulle quali non possono realizzare strutture e ricoveri per gli animali e impedire così il contatto con gli animali selvatici responsabili del contagio.
Durante la riunione pubblica nella gremitissima aula consiliare del Comune, gli allevatori hanno portato all’attenzione del commissario perplessità e dubbi. Felice Corda ha tentato di vincere timori e titubanze, evidenziando a chiare lettere le opportunità offerte alle aziende regolari. Esistono, infatti, importanti risorse economiche destinate al benessere animale, che interrompono le logiche del passato. «Debellare la peste suina è una priorità assoluta – ha chiarito Corda –. E allo studio ci sono una serie di soluzioni. La realizzazione di un intervento normativo ad hoc potrebbe essere un’opzione da percorrere. Deve essere invocata la modifica del regime degli usi civici, consentendo, in via temporanea e per il tempo strettamente necessario al debellamento della peste, di deroghe finalizzate al conseguimento dell’obiettivo. Bisogna costruiresoluzioni rispetto alla realtà di Orgosolo, dove molti proprietari di suini non hanno a disposizione terreni propri, dove allevare e ricoverare i capi. Rispetto a queste situazioni – ha aggiunto Felice Corda – bisogna pensare a interventi, che permettano anche a chi finora esercitava un’attività sottotraccia di autodenunciarsi e di poter svolgere il proprio mestiere, secondo i crismi imposti dalla legge».
E questo sembra proprio che sia l’ultimo tentativo. Se anche questa fase, fatta di colloqui cordiali e di disponibilità dovesse fallire, si ha la consapevolezza che gli abbattimenti tornerebbero ad essere una conseguenza inevitabile.
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