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Nuoro

La lotta alla peste suina «È necessario il dialogo»

di Giovanni Melis
La lotta alla peste suina «È necessario il dialogo»

Desulo, l’assessore comunale Gioi chiede alla Regione più trasparenza «No alle operazioni repressive alla cieca. Noi siamo a favore della legalità»

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DESULO. «Noi siamo a favore della legalità, ma siamo del parere che le operazioni repressive alla cieca, non giovino alla situazione attuale. Oggi come oggi la popolazione desulese si aspetta risposte certe su come risolvere il problema della peste suina, senza che questo si trasformi in una operazione militare».

Parole di Francesco Gioi, assessore comunale all’agricoltura che chiede interventi misurati per risolvere il problema peste suina africana. «Oggi come oggi – dice – abbiamo assistito ad una intensa attività di ordine pubblico, mirata alla prevenzione della commissione di reati. Tutto giusto sotto il profilo formale, ma su quello sostanziale manca il dialogo con la popolazione, che chiede regole certe e non certo un controllo assiduo nei confronti di coloro che hanno avuto la colpa di chiedere la regolarizzazione dei suini. È comprensibile che la questura avvii iniziative di prevenzione, ma senza un discrimine si rischia di coinvolgere in tutte le operazioni tutti i cittadini, che, sentendosi non coinvolti, ma destinatari dell’attività di controllo la recepiscono come non giustificata».

A Desulo si attende la risposta della Regione rispetto alle proposte di regolarizzazione. «Non capiamo il perché di queste misure – aggiunge l’assessore Gioi – anche perché il paese è tranquillo. I miei cittadini sono persone oneste e tranquille, che certamente sono lontane dalla condotta sconsiderata di qualche dissennato che intende agire contro l’ordine costituito. I desulesi rifiutano ogni logica di violenza. Dalle attività in corso sembrerebbe che il paese sia precipitato negli anni bui dell’inizio degli anni ottanta. A noi pare non sia così. Questo sia perché è stato percorso un cammino di legalità e riconoscimento di quelle che sono le regole del vivere civile. Tutti i controlli hanno creato molto malumore, soprattutto in coloro che credono nel percorso della legalità». Secondo l’assessore Gioi, che interpreta il sentimento popolare, la manifestazione di Goddettorgiu, è stato un evento spontaneo che non aveva intenzione di ledere nessuno. «Non ci sono state iniziative violente – conclude Gioi – visto che la gente, pur capendo le iniziative regionali ha pensato a manifestare in maniera civile il proprio dissenso. Non appare quindi giusto che la risposta dello stato sia quella della repressione, in assenza di quelli che sono elementi di violenza. Solo col dialogo si possono raggiungere quei traguardi di condivisione e spirito critico che portino all’estinzione della psa. Ma così agendo si rischia di creare dubbi nella popolazione, che è a favore delle regole, ma che si sente minacciata da continui controlli repressivi, che non risolvono il problema di base e ne creano altri ben più gravi».

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