Sanità, protesta dei sindaci del Mandrolisai
Sorgono, in coro contro il nuovo piano sanitario regionale. Giovanni Arru: «Ci hanno presi in giro»
SORGONO. I sindaci del distretto sanitario del Mandrolisai sono di nuovo sul piede di guerra. Le ultime dichiarazioni dell’assessore regionale alla sanità, Luigi Arru, non sono piaciute ai primi cittadini che in una nota esprimono il loro “No” al piano sanitario regionale, lamentandosi «che ancora una volta apprendendolo peraltro solo dagli organi di stampa, veniamo a conoscenza del destino del presidio ospedaliero San Camillo di Sorgono e dei servizi sanitari territoriali stabiliti dalla Giunta regionale e in prima persona dall’assessorato alla Sanità». Una mancanza di rispetto secondo Giovanni Arru, sindaco del capoluogo del Mandrolisai, facendosi portavoce dei primi cittadini della zona e della barbagia di mezzo, prende posizione sulla vicenda.
«Siamo sconcertati e umiliati – dice Arru – per le parole usate dall’assessore nel definire questa riforma un grande successo ottenuto attraverso il confronto e la partecipazione delle amministrazioni locali e dei territori interessati. Non corrisponde assolutamente al vero che le decisioni assunte in fase di stesura del piano, hanno avuto l'assenso da parte dei sindaci del territorio che rappresentiamo. Abbiamo da sempre sostenuto che quel piano andava modificato perché non corrisponde alle reali condizioni in cui si trovano le popolazioni del nostro distretto sanitario». Giovanni Arru punta il dito sulle «ripetute richieste di confronto puntualmente inevase. È singolare – aggiunge il sindaco sorgonese – che l’assessore Arru, prima si dichiara disponibile ad incontrarci a Cagliari e a poche ore dal confronto comunicare il cambio di luogo e di orario in altra sede. Esigiamo rispetto».
Secondo Arru è inconcepibile che «un rappresentante delle istituzioni non trovi il tempo da dedicare alla richiesta di 13 sindaci per far emergere le reali e oggettive difficoltà dei nostri territori. Il Piano regionale così come è – prosegue il sindaco di Sorgono – non lo vogliamo. Non possiamo accettare la logica ragionieristica dei numeri, la definizione di presidio ospedaliero di zona disagiata che consiste in un riconoscimento sono formale e non reale. Le difficoltà esistenti richiedono un miglioramento di qualità e quantità dei servizi e non un gravissimo depotenziamento come invece si evince dal testo della riforma».
Il sindaco ritiene «una presa in giro» anche la presenza di un'elisuperfice che «non può certamente sopperire a tutto ciò che viene tolto o declassato. Anche perchè nel testo della riforma c'è scritto a chiare lettere che, con la presenza di questo servizio, lo statuso di zona disagiata verrà automaticamente perso». Arru si augura in un drastico cambio di rotta.
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