Un calcio ai pregiudizi nel liceo senza frontiere
Siniscola, quinta edizione del progetto “Apriamo gli occhi al mondo” Protagonisti gli studenti del Pira e la squadra di calcio di immigrati Pagi
SINISCOLA. I ragazzi della squadra di calcio del Pagi, la formazione composta dai calciatori richiedenti asilo politico del centro accoglienza di Sassari, è stata ospite del liceo Pira di Siniscola. Si è tenuta infatti la quinta edizione del progetto sull’integrazione “Apriamo gli occhi al mondo” sostenuto con forza e convinzione dall’insegnante di Scienze motorie Silvia Trentin. Quest’anno sono intervenuti nell’istituto di Lupareddu, venti ragazzi dell’unica squadra di calcio in Italia composta esclusivamente da immigrati africani che partecipa al torneo di seconda categoria. A Siniscola, i giovani extracomunitari sono stati accompagnati dall’allenatore Mauro Fanti, un ex portiere che si sta dedicando assieme ad altri volontari alla rinascita di questi ragazzi.
Per poter partecipare al campionato, la Pagi ha ottenuto una deroga della Figc regionale che anche quest’anno ha supportato il progetto della docente collaboratrice per il settore scuola. La Figc ritiene fondamentale che uno sport seguito come il calcio sia di buon esempio nei processi d'integrazione. Oltre ai calciatori, alla manifestazione erano presenti anche tanti ragazzi senegalesi residenti in zona che hanno allettato i manifestanti con il suono coinvolgente dei djembe e le loro trascinanti danze. Presente anche Emergency che quest’anno ha iniziato un processo di sensibilizzazione e collaborazione con gli alunni che proseguirà con incontri di vario genere. Gli studenti del Pira con tanto entusiasmo e una sensibilità unica, hanno atteso i ragazzi pieni di gioia ed allegria organizzando sotto la guida della professoressa uno spettacolo in loro onore con balli, musiche e canzoni coinvolgendo gli ospiti in una grande festa. Dopo un torneo di calcio a cinque nel massimo del rispetto reciproco e del fair play che ha visto coinvolte cinque squadre tutte vincitrici, perché lo sport ha vinto su tutti i pregiudizi, i partecipanti si sono riuniti in un rinfresco e la speranza è quella di poter incontrare ancora questi ragazzi educati corretti e che con i loro sorrisi hanno insegnato che si può credere in un mondo migliore.
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