Abuso d’ufficio in concorso, slitta il processo a Celentano
SINISCOLA. Avrebbe dovuto entrare nel vivo ieri, con l’audizione, davanti al collegio giudicante, del primo testimone dell’accusa, il processo che vede il sindaco di Siniscola, Rocco Celentano, e il...
SINISCOLA. Avrebbe dovuto entrare nel vivo ieri, con l’audizione, davanti al collegio giudicante, del primo testimone dell’accusa, il processo che vede il sindaco di Siniscola, Rocco Celentano, e il capo dell’ufficio tecnico, Piero Scanu, a giudizio con l’accusa di abuso d’ufficio in concorso. Ma dopo una lunga attesa durata tutta la mattina, il processo è stato rinviato ed entrerà nel vivo, dunque, solo alla prossima tappa, il 10 giugno. L’indagine che è poi approdata a giudizio era cominciata nel 2012, ed era stata seguita dagli uomini del corpo forestale. Proprio nel 2012, dunque, la Forestale, in seguito ad alcune segnalazioni aveva avviato un controllo su un paio di sentenze di demolizione che attendevano di essere eseguite. I casi segnalati erano due. Nel primo caso, la sentenza riguardava l'ultimo piano di una casa di Siniscola che secondo la legge doveva essere abbattuta perché costruita in barba alle norme. Il secondo caso, invece, riguardava una casa rurale nelle campagne attorno a Siniscola. Su entrambe queste costruzioni gravavano due sentenze di demolizione, ma, stando alle indagini, né il sindaco Celentano, né il capo dell'ufficio tecnico comunale, Piero Scanu, avevano avviato l’iter per far eseguire quelle due sentenze. (v.g.)
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