Il comitato Arbolotta contesta l’utilità della circonvallazione
OROSEI. Non vogliono essere considerati la causa della perdita del finanziamento per la costruzione della circonvallazione nord e del ponte sul Cedrino, e allo stesso tempo contestano l’utilità...
OROSEI. Non vogliono essere considerati la causa della perdita del finanziamento per la costruzione della circonvallazione nord e del ponte sul Cedrino, e allo stesso tempo contestano l’utilità strategica dell’opera. Sono queste le principali linee di pensiero che i proprietari dei terreni che dovrebbero essere espropriati per la costruzione dell’opera hanno messo nero su bianco dopo che la scorsa settimana si sono sentiti i protagonisti di una “polemica elettorale tra demagogia e smemoratezza”, così è stata da loro definita. Si tratta della polemica nata tra il gruppo Orosei Democratica e l’amministrazione comunale sulla famosa circonvallazione che dovrebbe collegare la statale 129 in località Zanzi alla statale 125 “orientale sarda” all’uscita del paese in direzione Olbia, località Parthinanbidda. Il “Comitato Arbolotta” costituito nel 2014 dai proprietari dei terreni ha voluto raccontare la sua verità. «La circonvallazione è, in realtà, frutto di un progetto estemporaneo, derivato dalla rimodulazione del finanziamento di un porto turistico, il tutto all'insegna dell'improvvisazione, come ripiego occasionale e sulla base di considerazioni del tutto estranee al merito e alla effettiva utilità dell’opera» affermano. Secondo i componenti del Comitato la realizzazione del progetto non avrà nessuna ricaduta sull’economia del paese e non risolverà neanche i problemi legati al traffico “artificiosamente enfatizzati e distorti” ma anzi, lascerà solamente detriti e macerie. Il loro intento è ovviamente quello di salvaguardare i terreni della vallata. «La Circonvallazione innalzerà a livelli di pericolosità incontrollabile il rischio idrogeologico per l’estrema fragilità dell’intera zona e sottrarrà all’agricoltura e alla produzione una fetta rilevante di un territorio fertilissimo, creando un danno irreparabile a chi lo coltiva oggi e alle generazioni future, con la perdita irresponsabile di suolo agrario e la rovina di un habitat, inserito, non casualmente, all’interno di una riserva naturale» dichiarano ancora. Insomma non sembra per niente facile la loro resa dinanzi al grande progetto della Circonvallazione Nord. (c.f.)
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