Omicidio di Dina Dore, appello il 13 maggio
Tra due mesi a Sassari comincia il processo di secondo grado nei confronti di Francesco Rocca
NUORO. Comincerà il prossimo 13 maggio, davanti alla corte d’assise d’appello di Sassari, il processo di secondo grado per l’omicidio della casalinga gavoese Dina Dore, morta il 26 marzo del 2008 per asfissia, dopo essere stata incerottata da capo a piedi, nel garage della sua casa a Gavoi.
Il processo di primo grado nei confronti del marito e presunto mandante del delitto, Francesco Rocca, si era concluso alla vigilia della Pasqua di un anno fa con la condanna all’ergastolo del dentista gavoese. Secondo l’accusa, dunque, Francesco Rocca aveva commissionato, con lucidità e freddezza, la morte della moglie, perché rifarsi una vita con l’amante. Secondo i difensori di Rocca, gli avvocati Mario Lai e Angelo Manconi, il loro assistito era stato vittima, invece, di una sorta di complotto ordito dai veri esecutori dell’omicidio.
E in ogni caso, ha sempre sostenuto la difesa, le testimonianze che accusavano Rocca raccolte nel corso del processo e delle indagini, erano cariche di menzogne.
Ma i giudici della corte d’assise di Nuoro avevano creduto alla tesi sostenuta dalla pubblica accusa rappresentata in aula dal pubblico ministero della Dda, Danilo Tronci. Si è già concluso, con una condanna definitiva, invece, il processo al giovane di Gavoi considerato uno dei killer di Dina Dore.
Pierpaolo Contu, che all’epoca dei fatti era minorenne, sta scontando una condanna definitiva a 16 anni Sassari.
Tra qualche mese, poi, il 13 maggio, comincerà dunque il processo di secondo grado nei confronti del presunto mandante dell’omicidio Dore: Francesco Rocca.
È facile prevedere una nuova battaglia durissima, anche in secondo grado, tra accusa e difesa. Lo sfondo, stavolta, sarà l’aula della corte d’assise d’appello di Sassari. (v.g.)
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