Corsa rosa, 1200 in piazza per dire no alla violenza
Grande successo della manifestazione organizzata dall’Atletica amatori Podiste con il figlio nel passeggino, pensionate e una marea di bambini
NUORO. Pochi minuti prima delle 11, l’ora fissata per la partenza, la macchia rosa si compone come per magia nella parte bassa dei “giardinetti”. Il megafono tra le mani della prode Egidia comincia a gracchiare per attirare la folla, partono i saluti, l’appello dei presenti, i ringraziamenti sinceri agli sponsor. Qualche manciata di secondi dopo, sotto il serpentone bianco che segna lo start, la marea rosa si presenta ai nastri di partenza: il conto alla rovescia e la seconda Corsa rosa tra le strade di Nuoro entra ufficialmente nel vivo sfidando i nuvoloni che si addensano sul cielo del capoluogo barbaricino.
Millecento magliette vendute dagli affiatati organizzatori dell’evento – i soci dell’Atletica amatori Nuoro – più almeno un centinaio di ritardatari, corridori dell’ultimo minuto, e svariate decine di sostenitori giunti anche dai paesi della provincia: basterebbero anche i soli e freddi numeri per decretare, anche in questa seconda edizione, il grande successo dell’evento che l’Atletica amatori, in questa edizione, ha organizzato con la collaborazione dell’associazione Onda rosa, la presidente Luisanna Porcu, e le esperte del centro anti-violenza.
Ma quella di quest’anno, come nota sin dai primi istanti un profondo conoscitore della gioventù barbaricina, come il sociologo Gianfranco Oppo, è una edizione segnata anche da una maggiore presenza di bambini e ragazzi. «E non possiamo che esserne contenti – dice Oppo, rivolgendo uno sguardo alla folla accorsa in piazza Vittorio Emanuele – perché questi messaggi contro la violenza, di genere e non solo, devono entrare per prima cosa nelle menti dei nostri futuri uomini e donne».
E così si parte, dunque, per la seconda Corsa rosa nuorese aperta quest’anno anche agli uomini. Alle 11, puntuali come un orologio svizzero, i partecipanti superano lo start e si lanciano nel percorso. Il gruppo di bambini e bambine in testa, freschi come rose, semina il grosso del gruppone, risale come una gazzella la parte alta del corso Garibaldi e poi svolta verso piazza San Giovanni e via Roma. Per tirare il fiato, poi, tra piazza Italia e l’agile discesa di via Dante fino alle poste centrali di piazza Crispi. Tutt’intorno, i nuoresi della domenica assistono all’evento tra stupore, battute e mille sorrisi. C’è chi, nella podista della corsa, riconosce la propria vicina di casa, l’insospettabile pensionata dall’aria sedentaria, e persino la mamma che ha partorito da poco ma ha deciso di correre lo stesso con il figlio nel passeggino. Il successo della Corsa rosa sta proprio nel fatto che non sia un evento agonistico, e che ognuno lo vive un po’ come gli pare: correndo, camminando, saltellando o alternando l’uno e l’altro senza problemi.
«Tutti vincitori», dunque, come ricorda il presidente dell’Atletica amatori, Massimo Zara, mentre ringrazia di vero cuore Manuela Arnò, una componente della sua associazione che ha creato il logo “Le quattro more” stampato sulle magliette della corsa. Tutti vincitori e vincitrici, dunque, al termine di un percorso di tre chilometri nel cuore di Nuoro. E c’è anche chi, per tagliare il traguardo, è arrivato anche da Orani, come il piccolo Antonio Lai dell’Atletica Orani: primo tra i maschietti a completare il percorso.
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