Il comitato pro acqua torna alla carica sulla fonte di Locòli
Siniscola, il gruppo ribadisce l’importanza della sorgente «Fruncu ’e oche non è sufficiente al fabbisogno»
SINISCOLA. Dopo l'incontro dei giorni scorsi che aveva come tema la questione dell'approvvigionamento idrico delle utenze di Siniscola, organizzato da Zente Nova, Unione per Siniscola e Cittadini in movimento, il comitato “Pro acqua di Locòli”, anch'esso presente all'assemblea dell'11 marzo scorso, ha voluto ritornare sull'argomento per meglio precisare le proprie posizioni in merito ad alcune proposte emerse durante il convegno.
Il presidente del comitato, Paolo Carzedda, ribadisce che l'unica strada da perseguire sia quella di attingere l'acqua dalle riserve sorgive di Locòli per fornire la cittadina e le sue frazioni. Le proposte avanzate dagli organizzatori dell'evento, al quale ha preso parte anche il geologo Antonello Manca, non risultano essere in linea con quanto sostenuto dal comitato. Né con quanto prospettato da Abbanoa, che prevede la costruzione di una mega potabilizzatore da realizzarsi sulla piana di Posada per un costo di circa 20 milioni di euro (linea non condivisa nemmeno dagli organizzatori dell'incontro); né con quanto Zente Nova, Unione per Siniscola e Cittadini in movimento hanno espresso, ossia l'approvvigionamento dalla sorgente di Fruncu ’e Oche e la previsione di un invaso da costruire in località Murtas Artas. Paolo Carzedda dice che «tali interventi risultano impraticabili. L'acqua di Fruncu 'e Oche – dice il presidente Carzedda – non è sufficiente al fabbisogno per l’intero anno solare e occorrerebbe utilizzare d'estate anche quella della diga, mentre la costruzione dell'invaso sarebbe impattante in quella zona abitata, oltre ai tempi di costruzione che sarebbero lunghi». Per il comitato “Pro acqua di Locòli”, che sposa in pieno la tesi sostenuta da tempo dal sindaco Rocco Celentano, Locòli, tema caldo in piena campagna elettorale, resta l'unica soluzione proponibile sia «per l'elevata quantità e la bontà delle sue acque – viene sottolineato – sia per la possibilità di prelievo ad impatto ambientale nullo, essendoci già dei punti di ingresso che ne permetterebbero l'utilizzo, anche in via sperimentale, a costi ridotti». Paolo Carzedda ricorda che a sostegno di questa possibilità progettuale sono state raccolte oltre 3000 firme.
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