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Nuoro

«Raimondo Melone era con me nell’ovile»

«Raimondo Melone era con me nell’ovile»

Nuova udienza del processo per il tentato omicidio dell’ex sindaco di Lula, Giovanni Cabua

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NUORO. Nuova udienza ieri mattina davanti al tribunale collegiale di Nuoro per il tentato omicidio di Giovanni Cabua, l’ex sindaco di Lula, avvenuto a giugno del 2014. Ieri alla sbarra c’era l’allevatore Michele Marras (difeso dall’avvocato Francesco Lai) che, secondo l’ipotesi di accusa formulata dal pm Andrea Vacca, sarebbe l’esecutore materiale del delitto, mentre il presunto mandante, Raimondo Melone, ha scelto la strada del giudizio abbreviato.

Ieri l’istruttoria è proseguita con la testimonianza di Franco Melone, il padre ottantenne di Raimondo, che ha ricordato il momento in cui ha abbandonato i terreni che Cabua gli aveva dato in affitto per il pascolo e che, secondo l’accusa, sarebbero all’origine dei dissidi tra le due famiglie, poi sfociati nel tentato omicidio dell’ex sindaco di Lula. Giovanni Cabua, il 4 giugno di due anni fa, solo per un caso sfuggì alla morte. Si riparò dalla furia delle fucilate usando come scudo un dumper, il mezzo che utilizzava per trasportare le balle di fieno.

«Io e mio figlio Raimondo abbiamo lasciato i terreni di proprietà di Cabua due anni fa dopo che Giovanni mi aveva detto che gli servivano perché suo figlio Pietro doveva realizzare in quell’area un maneggio – ha ricordato in aula l’uomo – Non c’è stato alcun litigio sui confini, nessuna lite con i Cabua».

Ieri è stato sentito anche un elettricista, un giovane di Lula che ha lavorato sia per i Melone che per i Cabua. Il ragazzo ha raccontato che il giorno del tentato omicidio era nell’ovile proprio con Raimondo Melone. «Mi aveva chiamato per sistemare un attrezzo – ha detto –. A un certo punto i cellulari hanno cominciato a squillare e così abbiamo saputo cosa era successo a Giovanni Cabua». Alla prossima udienza, fissata per il 24 maggio, saranno sentiti i periti della difesa e altri testi dell’accusa. (g.z.)

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