Mancano i finanziamenti: la strada 129 resta chiusa
Macomer, la conferenza dei servizi convocata per trovare una soluzione Il geologo incaricato preparerà un progetto preliminare per la Regione
MACOMER. La strada va messa in sicurezza e al più presto, ma i soldi non ci sono. Per il momento il tratto della ss 129 da Birori a Macomer resta chiuso. Per eliminare il pericolo di frane da Funtana cannone a Posto Blocco serve un milione di euro, di cui non dispongono né il Comune, che ha sollevato il problema anche se non gli compete nessun intervento, né la Provincia, ente al quale compete invece la messa in sicurezza del tratto di strada in quanto di sua proprietà. Una soluzione bisogna comunque trovarla, e al più presto perché la chiusura al traffico della strada crea disagi alle popolazioni dei comuni del Marghine che fanno riferimento a Macomer per tutta una serie di esigenze, e causa danni economici a Macomer in quanto allontana la clientela dalle attività commerciale dai servizi che la città offre. La conferenza di servizi, convocata dal Comune di Macomer per snellire i tempi (doveva farlo la Provincia), ha cercato di dare risposta al problema, che è complessa perché la soluzione è costosa. Vi hanno preso parte il sindaco Antonio Succu, che l’ha presieduta, l’assessore Giovanni Lai e i tecnici del comune, un tecnico del Genio Civile in rappresentanza dell’assessorato ai Lavori Pubblici, un tecnico e un funzionario della Provincia, un tecnico dell’Anas, il geologo Giorgio Schintu che ha eseguito la perizia idrogeologica sul costone franoso per conto del Comune, e un legale con un tecnico in rappresentanza della proprietà del terreno sul quale insiste il costone a rischio, i quali hanno messo le mani avanti precisando che il masso pericolante non è sulla proprietà del loro cliente e che la giurisprudenza corrente non attribuisce al privato la competenza in materia di protezione civile.
Il geologo Schintu ha parlato di «frana attiva», destinata a venire a valle e ha spiegato che non si può prevede quando, ma prima o poi accadrà. Oltre a quel masso a rischio ce ne sono anche altri. Un muro a secco di contenimento presenta inoltre un pericoloso spanciamento dal quale sono già cadute delle pietre. Poi l’ufficio tecnico ha fatto i conti. Per risolvere tutto serve un milione: 600 mila euro per mettere in sicurezza l’intera parete e 400 mila per i muri di sostegno. Per l’essenziale mettendo in sicurezza solo i punti critici, serve non meno di mezzo milione. Conclusione: il geologo predisporrà un progetto preliminare che sarà presentato alla Regione. Nel frattempo la strada resta chiusa. Il sindaco ha posto alla Provincia il problema della segnaletica, che non può essere limitata a due divieti di transito. La Provincia l’ha già ordinata. Restano i disagi e i problemi che crea la strada chiusa.
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