Area vasta: progetto per un’aggregazione al di là del Marghine
Verrebbero coinvolti la Planargia, il Logudoro e il Meilogu Congiu: «La nuova legge aprirà scenari e opportunità»
MACOMER. L’unione fa la forza, ma è anche necessaria per non morire. Il tentativo di creare un’aggregazione territoriale più ampia che vada oltre il Marghine e la Planargia nasce anche da questo. L’obiettivo è quello di mettere insieme i Comuni e le Unioni di Comuni di un territorio abbastanza ampio che va dall’alto Oristanese al Logudoro di Ozieri comprendendo il Marghine, la Planargia, il Montiferru e il Meilogu, per dotarsi di servizi di area vasta, ma anche per creare sinergie economiche che pongano le basi di un nuovo sviluppo e trovare assieme la chiave giusta per accedere con più facilità ai finanziamenti europei. Se il progetto andrà in porto, per il Marghine segnerà la secessione da Nuoro, ipotesi che a Macomer incontra consensi. Quindici anni fa, quando ci fu il riordino delle province, un sondaggio verificò infatti che la maggioranza dei macomeresi sarebbe stata favorevole a un passaggio della città alla provincia di Oristano. Ora non si parla più in termini di appartenenza provinciale, ma di aggregazioni con gli stessi interessi economici e quella che il territorio si propone di costruire punta in primo luogo sull’identità culturale e antropologica rafforzata da scambi e rapporti che affondano le radici nel passato, e poi sull’agroalimentare che è alla base dell’economia della fascia centro occidentale della Sardegna. Nell’area che va dal lago Omodeo a Ozieri è localizzato l’80% della zootecnia sarda. Una modifica apportata in sede di approvazione alla legge regionale sul riordino degli enti locali dà alle nuove aggregazioni territoriali le stesse opportunità offerte alle città con più di 30 mila abitanti. Modifica proposta dal consigliere regionale Gian Franco Congiu, il quale assieme ai consiglieri regionali Augusto Cherchi e Pier Mario Manca e al sindaco di Macomer e presidente dell’Unione dei Comuni del Marghine, Antonio Succu, lavora per creare l’aggregazione. «La legge di riordino degli enti locali appena varata – dice Congiu – sarà destinata ad aprire nuovi scenari nel governo dei territori e, come sappiamo, nuovi scenari significano nuove opportunità per coloro che sapranno coglierle». In consiglio comunale l’ipotesi di un’aggregazione ampia sembra incontrare consensi oltre la maggioranza. «Ho appreso con soddisfazione la convergenza che va nella direzione della legge di riordino – prosegue Congiu –, il nostro territorio, se ne ha le capacità, può ritrovarsi in un ambito strategico capace di svolgere un ruolo importante nella programmazione economica e sociale». La modifica apportata alla legge regionale da pari opportunità ai territori a prescindere dal numero degli abitanti. Serve però un’aggregazione su obiettivi comuni. Anche la programmazione europea predilige i progetti di valenza territoriale superando l’erogazione dei grandi flussi finanziari a grandi estensioni di territorio.
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